L’AQUILA – “Finalmente, dopo quasi quattro anni di indagine sul mio conto, assistiamo al deposito di atti che si fondano unicamente su un teorema, di cui evidentemente taluni pubblici ministeri sono innamorati al punto da darmi l’idea di una guerra personale. E il teorema è ancora una volta basato su un mio presunto rapporto di interessi con Riccardo Fusi, facile da dichiarare ma impossibile da dimostrare perché inesistente (come ha appena sancito la decisione del Gup dell’Aquila, di cui si è distrattamente dato conto sui media)”.

Lo dichiara il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, in una nota in cui commenta gli sviluppi dell’inchiesta sugli appalti del G8.

“Trascurando i risultati di una gestione ventennale dell’istituto di credito che ho presieduto fino al luglio del 2010 e azzerando il lavoro di organi collegiali, quale il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale del Credito Fiorentino, che si è anche contraddistinto per una rilevante crescita patrimoniale e per una notevole espansione dell’istituto, si vanno a ipotizzare altisonanti capi di imputazione, quali l’associazione a delinquere, il potenziale conflitto di interessi o l’appropriazione indebita, che potrebbero far pensare, come gia’ successo altre volte nei titoli dei giornali, che qualcuno si sia appropriato personalmente di milioni e milioni di euro. Niente di tutto questo”.

“Peccato dunque – aggiunge – che la contestazione sulle erogazioni non sia seguita dalla corretta informazione sul fatto inoppugnabile che circa la metà delle decine di posizioni (affidamenti) che vengono contestate abbiano già riportato i soldi in banca, senza che nell’avviso di conclusione delle indagini si dia notizia di ciò, mentre per l’altra metà, sono state e sono al 90 per cento erogazioni deliberate con congrue garanzie reali. Questo modo di agire mi pare gravemente scorretto e finalizzato unicamente ad alimentare il can-can mediatico. Sarà per questo mia cura convocare una conferenza stampa, dopo aver esaminato tutti gli atti, per rispondere punto per punto su ogni addebito. Perche, visto quanto è accaduto fino a oggi, se gli inquirenti pensano di poter svolgere i processi sia in piazza sia nelle aule dei tribunali, io farò altrettanto, forte della consapevolezza della mia totale estraneita’ ai fatti che mi vengono contestati”.