L’AQUILA – È stata aggiornata a martedì 17 gennaio l’udienza preliminare riguardante il crollo di due edifici del quartiere di Pettino, all’Aquila, ai numeri civici 13 e 31 di via Milonia, nei quali, comunque, non ci sono state vittime.
Il reato ipotizzato è di disastro colposo.
Nell’udienza di questa mattina, l’avvocato Angelo Colagrande ha chiesto e ottenuto dal giudice per l’udienza preliminare che per il proprio assistito, Umberto Masucci, 73 anni, dell’Aquila, si eseguisse una perizia psichiatrica, in quanto l’anziano, secondo il parere del legale, non sarebbe in grado di affrontare il processo.
Il magistrato Giuseppe Romano Garganella ha dunque stabilito nel 17 gennaio, la data in cui verrà nominato il consulente medico.
Oltre a Masucci, gli altri indagati sono Bruno Zilli, 80 anni, di Campotosto (L’Aquila), e Nazareno Drago, 83, di Pizzoli (L’Aquila), tutti i tre coinvolti in entrambi i crolli degli edifici.
Ci sono poi Berardino Drago, 78 anni, di Pizzoli, che compare per il crollo del solo civico 31 e Angelo Sabatini, 82, di Roma, coinvolto nel solo civico 13.
Nel corso dell’udienza di oggi sono stati accorpati i due fascicoli e il Comune dell’Aquila si è costituito parte civile, presentando domanda di risarcimento di 1 milione di euro, come fatto in tutti i processi della maxi inchiesta crolli.
LE ACCUSE PER MASUCCI
In particolare Masucci, in qualità di geometra progettista e direttore dei lavori negli anni 1976-1981, secondo l’accusa ha svolto abusivamente l’incarico di direttore dei lavori di realizzazione dell’edificio, ha consentito la realizzazione dei pilastri e dei nodi trave-pilastro con una quantità di staffe inferiore alle prescrizioni di Legge, ha permesso la realizzazione delle strutture portanti in assenza delle prescritte prove sui materiali (calcestruzzo).
Secondi i pm, inoltre, Masucci ha fornito errate indicazioni sui materiali impiegati e infine ha permesso la realizzazione di opere difformi dal progetto autorizzato dal Genio Civile.
LE ACCUSE PER ZILLI
Bruno Zilli, in qualità di collaudatore statico delle opere in cemento armato nell’anno 1981, è accusato di non aver rilevato l’incompetenza professionale del Masucci, di non essersi accorto della realizzazione delle opere difformi dalle autorizzazioni, di non aver verificato e rilevato il reale quantitativo delle armature e l’errata collocazione delle armature trasversali sia nei pilastri che nei nodi trave pilastro.
Infine, per i pm ha rilasciato il certificato di collaudo statico in assenza di prove sui materiali.
LE ACCUSE PER DRAGO
A Nazzareno Drago, in qualità di titolare dell’impresa esecutrice delle opere, sono contestati una serie di reati legati alla quantità di staffe presenti nei pilastri, la realizzazione di un piano seminterrato senza autorizzazione e la realizzazione di strutture portanti in assenza delle prove sui materiali.
GLI ALTRI
Berardino Drago e Angelo Sabatini, infine, sono accusati di aver autorizzato la realizzazione di opere difformi dalle autorizzazioni e di aver commissionato a Masucci la direzione dei lavori non potendolo fare.



