L’AQUILA – Avrebbe un nome ed un cognome il piromane della pineta di Roio all’Aquila.

Generalità contenute nell’informativa fornita dagli agenti di polizia giudiziaria della Forestale in Procura, dove comuque al momento non risulta nessun iscritto nel registro degli indagati per il rogo che lunedì ha distrutto circa 30 ettari di bosco.

A rivelarlo il quotidiano Il Messaggero, che spiega come gli investigatori non escludano che possano esserci più responsabili dell’incendio, la cui natura dolosa non è mai stata messa in discussione sin dalle prime ore.

Al vaglio anche le testimonianze di una decina di persone che potrebbero fornire dettagli e informazioni decisive per le indagini.

PERILLI: “NECESSARIO TAVOLO TECNICO”

“Il taglio del 50 per cento dei fondi per il servizio antincendi boschivo, operato dalla Regione Abruzzo, mette in grave pericolo il patrimonio boschivo della nostra città e la sicurezza degli stessi cittadini”.

Lo afferma il consigliere comunale Enrico Perilli.

“La situazione che in questi giorni è precipitata con l’incendio di Roio, è resa ancora più pericolosa dalla straordinaria ondata di calore e di siccità che da molte settimane sta interessando la nostra Città”. 

“In questa situazione è impossibile fronteggiare le eventuali situazioni emergenziali  e per tali ragioni bisogna provvedere al più presto almeno alla ripulitura e alla sistemazione del sottobosco”.

“È necessario quindi istituire un tavolo tecnico di lavoro con tutti i soggetti interessati, Regione, Provincia, Corpo Forestale e  amministrazione dei beni separati  di Roio affinchè  vengano stanziati dei fondi in Bilancio per queste emergenze e soprattutto per reperire le risorse necessarie per la manutenzione e la messa in sicurezza della pinete di Roio, Bagno e Arischia, così come è stato fatto per quella di San Giuliano”.