L’AQUILA – I Carabinieri forestali e gli uomini della Guardia di Finanza nel corso di un controllo a seguito degli incendi, hanno bloccato un uomo nei pressi di un maneggio, ai piedi del monte Morrone.

Nel cofano dell’auto trovato un vero e proprio kit con candele di grande dimensione, diluente, vernice e colla bostik.

L’uomo, un 70enne pensionato di Pratola Peligna (L’Aquila), dopo essere stato fermato è stato sottoposto a sommarie informazioni, con il conseguente sequestro del materiale sospetto che portava nel bagagliaio della sua Polo rossa, ma ha dato esito negativo la perquisizione della sua casa.

Davanti agli investigatori il 70enne si era difeso sostenendo che si trovava da quelle parti perché stava andando a prendere un caffè a Bagnaturo, frazione di Pratola Peligna, e che il materiale era lì già da qualche tempo e che lo doveva buttare, negando qualsiasi connessione con gli incendi.

Gli investigatori non hanno creduto al racconto e lo hanno accompagnato a casa scortato, in attesa di eventuali provvedimenti della magistratura.

Due persone, tra cui un 73enne a bordo di una Fiat Panda bianca in località Bagnaturo-Colle delle Vacche, nel territorio comunale di Pratola Peligna, sarebbero poi state fermate e identificate nel pomeriggio di ieri dai carabinieri.

I due, che si sospettano essere gli artefici degli ultimi due roghi, sarebbero stati interrogati fino a tarda sera ma avrebbero respinto ogni accusa escludendo un coinvolgimento nelle azioni incendiarie.

Quella che sta vivendo l’Abruzzo per gli incendi è un’emergenza gravissima.

Ad oggi, ma l’elenco è in continuo aggiornamento, il territorio di 89 comuni abruzzesi su un totale di 305  (siamo a quasi 1 comune su 3) è stato interessato dalle fiamme.

Decine gli incendi che si contano ancora in Abruzzo, a quelli ormai tristemente noti, a partire dal monte Morrone che è oramai al dodicesimo giorno di fuoco, nelle ultime ore se ne sono aggiunti altri tre: a Camerata, frazione di Tagliacozzo (L’Aquila), Poggetello, frazione di Carsoli (L’Aquila) e a Marruci di Pizzoli (L’Aquila), dove stamattina è stato segnalato un rogo di sterpaglie.

Ha particolarmente ripreso vigore  nel pomeriggio fa l’incendio che sta impegnando il fronte di Raiano invadendo la strada che conduce a Goriano Sicoli. Si tratta  dell’unica via di accesso, al momento, verso la Valle Subequana perchè la strada della Gole di San Venanzio è chiusa a causa dei lavori delle gallerie paramassi.

“Le forze di polizia, che sono già all’opera, facciano il miracolo di arrestare almeno uno dei tanti piromani senza scrupolo, come segnale che questa volta si fa sul serio!”, è l’appello del segretario regionale dell’Italia dei valori, Lelio De Santis.

Il vicepresidente del Wwf Italia Dante Caserta si appella alla Regione che deve “dotarsi di un efficiente piano di sorveglianza e di intervento anti-incendi e di programmare il futuro ascoltando esperti indipendenti; invitiamo inoltre i cittadini a segnalare comportamenti illeciti o scorretti aiutando così le forze dell’ordine a svolgere le indagini – afferma -. Unica nota positiva in questa situazione drammatica è vedere tanti cittadini che si stanno mobilitando per sorvegliare aree naturali di pregio come ad esempio i volontari delle associazioni che hanno organizzato turni di sorveglianza nella Valle Peligna, in provincia di L’Aquila, a partire dall’Oasi Wwf di Anversa degli Abruzzi”.

Per sabato 2 settembre il Wwf ha promosso, insieme a Legambiente, un sit-in a Pescara (Piazza Sacro Cuore – ore 10,30) per chiedere azioni immediate per il presente e una programmazione che impedisca che situazioni drammatiche come quella dell’estate 2017 possano ripetersi.

Sembrava invece domato, grazie alla mobilitazione degli agricoltori che coi propri mezzi hanno tracciato linee tagliafuoco, l’incendio divampato nella tarda mattinata di ieri a Goriano Valli (L’Aquila): un canadair è andato in avaria e sono state quindi interrotte operazioni.

Mentre preoccupa ancora quello a ridosso di Secinaro (L’Aquila), dove ieri le fiamme sono arrivate a minacciare pericolosamente il centro abitato, e dove continuano a bruciare le pinete intorno al paese.

Provvidenziale la notte poco ventosa e determinante l’intervento di un canadair all’alba.

Uomini e mezzi sono poi ancora impegnati, in provincia dell’Aquila nello spegnimento degl incendi a Poggio Cinolfo, località di Carsoli, dove i carabinieri-forestali hanno denunciato un anziano che, dando fuoco a delle sterpaglie dopo la ripulitura di un terreno, avrebbe provocato l’incendio, a Marane, frazione di Sulmona (L’Aquila), Luco dei Marsi (L’Aquila), Bagnaturo, Prezza, Pacentro e Cocullo, tutti in provincia dell’Aquila.

Oltre, naturalmente, alle fiamme sul monte Morrone, in pieno Parco nazionale della Maiella, dove ieri sono stati trovati altri due inneschi che provano l’origine dolosa del rogo.

Impegnati per tutta la giornata di ieri due canadair e il “super elicottero” Erickson.

In fumo, secondo alcune stime, 3 mila ettari di superficie, cioè il 5 per cento dell’intera area protetta.

Critica la situazione anche a Pratola Peligna, dove però si è rivelata decisiva per i soccorsi la strada tagliafuoco realizzata in due giorni dal Comune, che ne ha già realizzata una seconda ed è al lavoro sulla terza.

La strada è servita ai mezzi di soccorso per arrivare fino al fronte del rogo dove hanno potuto operare per arginare le conseguenze.

La Regione Abruzzo nel report quotidiano ha raccomandato di tenere le finestre chiuse in caso di fumo e lavare accuratamente frutta e verdura.

Stamattina nuova riunione del Centro operativo misto (Com) di Sulmona, coordinato dal vice prefetto Natalino Benedetti, alla presenza del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e di tutte le forze impegnate nello spegnimento e dei sindaci dei territori interessati dagli incendi. Restano due le priorità d’intervento: il fronte del Morrone nella zona tra Bagnaturo e Roccacasale e quella del Parco del Sirente con i Comuni di Secinaro e Goriano Valli da questa mattina inclusi nel Com insieme a Castelvecchio Subequo e Gagliano Aterno e Molina.

ANCORA GRAVE VOLONTARIO FERITO

Verrà sottoposto ad approfondimenti diagnostici (tac e altri esami), il volontario 30enne di Pettorano sul Gizio (L’Aquila), ferito da un masso caduto dall’alto mentre partecipava alle operazione di spegnimento degli incendi.

Il paziente ha riportato lesioni al cranio e al viso e gli esami di domani, daranno ai medici ulteriori elementi al fine di valutare l’eventualità di sottoporlo a interventi che riguardano sia l’aspetto neurochirurgico sia quello di natura maxillo-facciale.

L’uomo si trova ancora nel reparto di rianimazione all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, in prognosi riservata: viene tenuto  in  coma farmacologico ed è intubato.

TERAMANO, RIPARTONO INCENDI CAMPLI E TORRICELLA

È ripartito questa mattinata l’incendio su monte Foltrone, detto anche montagna di Campli, in provincia di Teramo, che sembrava essere definitivamente spento.

Sul posto sono impegnate una squadra di vigili del fuoco e una squadra della protezione civile di Valle Castellana (Teramo), ma il caldo e il vento non fanno che alimentare nuovamente i piccoli focolai.

Brucia anche Costumi, frazione di Torricella Sicura in provincia di Teramo, dove il 115 sta operando con un’autobotte e due mezzi di terra, in attesa di una squadra di volontari della protezione civile.

“Nessun mezzo aereo è ultilizzato al momento nella provincia teramana, essendo impegnati in altri fronti, come il Monte Morrone a Sulmona, dove si regista la situazione più preoccupante”, spiegano dal Comando dei vigili del fuoco, “ma i mezzi non bastano per rispondere adeguatamente all’emergenza”. (a.c.p.)