SULMONA – Non si allenta la morsa degli incendi in Abruzzo. Fronti caldissimi in queste ore sono quelli del Monte Morrone, alle porte del Parco nazionale della Majella, e nella Marsica, nei boschi di Marano, frazione di Magliano de’ Marsi.
L’incendio del Morrone è divampato ieri, in località Passo San Leonardo a circa 1200 metri, tra Pacentro in provincia dell’Aquila, e Caramanico, in provincia di Pescara. In azione tre autobotti, decine di uomini dei Vigili del fuoco, supportati dalla Protezione civile e due Canadair che fanno incessante spola tra il lago di Barrea, dove si approvvigionano d’acqua, e il fronte dell’incendio. Ora pero’ con il sipraggiungere dell’oscurita’, le operazioni sono state necessariamente fermate, mentre fiamme e bagliori illuminano in modo sinistro il cielo, visibili dalla valle Peligna.
Dal primo pomeriggio le forti folate di vento hanno spostato il fronte del fuoco verso valle fino a lambire le prime case che sono arroccate sulle pendici della montagna sacra a Celestino V, a Marane e fonte d’Amore, alcune delle quali sono state evacuate. Situazione che ha indotto tutte le squadre dei vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile che stanno lavorando senza sosta da ieri mattina, a spostarsi dalle postazioni di Passo San Leonardo a protezione delle abitazioni. In azione anche due Canadair che fanno la spola tra il lago di Bomba e la Valle Peligna cercando di fermare il fronte del fuoco che avanza pericolosamente.
La speranza di tutti, soprattutto dei residenti delle frazioni è che il vento si abbassi in modo che le squadre dei vigili impegnate possano lavorare con più efficienza. Dieci escursionisti stanno precipitosamente scendendo dal Morrone.
L’origine dell’incendio è chiaramente dolosa e questa mattina ha ripreso vigore a causa di due inneschi a monte di Guado San Leonardo, nei pressi di un albergo e sul Monte Mileto, minacciando una pineta a ridosso del centro abitato di Pacentro, preoccupando non poco soccorsi e autorità. Anche il fronte che minaccia Marane e Fonte d’Amore e’ divampato da un innesco.
Pochi giorni fa sono stati trovati inneschi che hanno dato il via ad incendi, per fortuna domati in breve tempo, nei poco distanti Rocca Pia, Sulmona, e Valle Subequana.
Non poche le difficoltà inizialmente per i mezzi di soccorso per raggiungere la zona interessata dalle fiamme: essendo chiusa da oltre un anno la strada provinciale per Passo San Leonardo, devono coprire un percorso più lungo, passando per Campo di Giove (L’Aquila) e località Fonte Romana.
Il sindaco di Pacentro, Guido Angelilli ha poi disposto la riapertura di emergenza della strada tra Pacentro e Passo San Leonardo, chiusa da quattro anni, perché resa inagibile da una frana.
Sempre il primo cittadino ha invitato la popolazione a chiudere le finestre a causa del fumo sospinto dal vento.
Ancora critica la situazione anche a Marano, frazione di Magliano de’ Marsi. Le fiamme, divampate il 16 agosto, stanno aggredendo la vegetazione dei boschi circostanti, a seguito di un incendio divampato ieri mattina.
Sul campo anche qui tre autobobotti, un Canadair, gli uomini dei Vigili del Fuoco, e quelli della Protezione Civile di Tagliacozzo, Avezzano, Gioia de’ Marsi, e ovviamente il gruppo volontari di Magliano de’ Marsi, che è presente sull’incendio con squadre sia di giorno e sia con presidi notturni.
Le fiamme insidiano i versanti ovest, nel territorio di Torano e quello a sud- ovest, che abbraccia zone molto impervie.
Nel teramano ancora non riesce a domare definitivamente l’incendio divampato a ferragosto nei boschi di Magnanella, frazione di Teramo, di probabili origini dolose. Sono andati in fumo già 15 ettari di bosco, e il vento attiva di volta in volta i focolai. In azione un canadair e tre mezzi di terra.
I Carabinieri forestali sono intanto arrivati a stringere le indagini intorno a due persone, sospetti piromani. Una sarebbe già stata ascoltata da chi indaga.
Le indagini hanno subito un’accelerata nelle ultime ore con alcuni accertamenti più approfonditi, diretta conseguenza di segnalazioni arrivate da cittadini e dai vigili del fuoco.
Si è invece concluso l’intervento di spegnimento dell’incendio di sterpaglie e boscaglia a Chiaviano Alto di Bisenti, sempre in provincia di Teramo.
L’incendio si era pericolosamente avvicinato al centro abitato e soltanto l’opera del personale operativo, con la collaborazione offerta da alcuni agricoltori, che hanno creato dei solchi sul terreno, per bloccare l’incendio, ha fatto sì che le abitazioni non fossero raggiunte dalle fiamme.
Situazione per fortuna non critica in provincia di Chieti, dove si registrano due incendi di sterpaglie divampati lungo la strada Trignina, all’altezza di Lentella e Grandinaria. In azione sei mezzi di terra, tra autobotti e campagole, e una qundicina di uomi dei Vigili del fuoco.





