L’AQUILA – L’Aquila “vitellona”, che è ricostruita “con case con giardini e garage”, ma che si lamenta; che è assistita, con la gente in albergo a spese dello Stato, ma non vuole rimboccarsi le maniche.

Questo il quadro delirante emerso dalla discussione di una causa nella puntata di ieri della storica trasmissione Mediaset Forum, che ha visto di fronte due sedicenti aquilani separati alle prese con un contenzioso su un contributo per riaprire un negozio di abiti da sposa.

La descrizione del capoluogo venuta fuori dai circa 40 minuti di dibattito ha scatenato le proteste degli aquilani, prima di tutto sulla rete sociale di Facebook.

Qualcuno ha lanciato improperi contro la conduttrice, Rita Dalla Chiesa. Altri hanno ricollegato malignamente il fattaccio alla proprietà delle reti Mediaset che è del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

A prevalere nei commenti è, comunque, un misto di rabbia e amarezza.

Indignata per la faccenda anche l’assessore alla Cultura e alle Politiche sociali Stefania Pezzopane, che ha scritto una lettera alla conduttrice Rita Dalla Chiesa, invitandola a “venire a vedere con i suoi occhi come si vive qui e che cos’è stato il nostro terremoto”.

”L’AQUILA E’ TORNATA COME PRIMA”: IL BLOB DELLA TRASMISSIONE

Marina e Gualtiero, questi sono i nomi dei contendenti che si sono presentati in tv davanti al giudice Beatrice Dalia, separati dal 2004, con due figli.

La moglie chiede al marito, dipendente dello Stato, 25 mila euro per riaprire la sua attività al posto del contributo mensile di 700 euro.

Va premesso che è cosa nota che le cause di Forum vengono discusse non da veri protagonisti della vicenda ma da attori prestati alla causa.

Pertanto non devono stupire l’accento abruzzese della costa di lei e quello forse romano di lui.

Nella coppia emerge subito una clamorosa differenza di vedute sulla ricostruzione; per la donna tutto va bene, tutto sta tornando com’era, il marito nicchia.

“Hanno riaperto tutte le attività – dice – manca solo la mia. Stanno pure ricostruendo, anzi, dobbiamo rigraziare qualcuno che non ci ha fatto mancare niente”.

Il marito è più prudente. “La città e la zona limitrofa ancora non si rimettono in sesto”.

Ma la signora prosegue lo show. “Vorrei ringraziare il presidente Silvio Berlusconi“, mormora esitando. “Il governo”, rettifica la conduttrice Dalla Chiesa.

“Nessuno sta in mezzo la strada – prosegue la signora, tracciando un quadro idilliaco – tutti hanno le case con i giardini, i garage. La gente lavora, le attività stanno riaprendo”.

Il marito prova a dare una descrizione diversa, “Il centro dell’Aquila è tutta una maceria”, ma subito arriva la replica: “Non è vero, L’Aquila sta tornando come prima”.

La conduttrice, stupita dalle due versioni opposte, nel dubbio ricorda che gli aquilani devono “ringraziare Bertolaso per quanto fatto”.

La signora è scatenata e parla anche di assistenza alla popolazione.

“Sono rimasti 3-400 in hotel – tuona – perché fa pure comodo. Mangiano, bevono a spese dello Stato e non pagano niente, pure io ci vorrei andare”.

Il popolo della rete va in subbuglio. Una mail ricorda Davide Centofanti, morto sotto le macerie della casa dello studente. Qualcuno spiega che i ruderi sono ancora lì. Nelle altre mail la situazione ottimista dell’Aquila molto contestata.

La signora è costretta almeno ad ammettere che sulla ricostruzione del centro “stanno facendo con calma”.

Dal pubblico prende la parola Sara, una ragazza che dice di aver lavorato “una settimana” nelle tendopoli ed è in contatto con aquilani.

“Quello che dice lei è assolutamente sbagliato”, dice alla signora che ripete come un ritornello, “Hanno ricostruito, stanno tutti in casa”.

Sara esagera dall’altro lato. “C’è gente che è ancora in tenda”. Ma l’osservazione, altrettanto falsa, cade lì.

Alla fine il giudice dà ragione alla donna, che si prende i 25 mila euro per riaprire l’attività.

La chiusura è affidata a una mail di Anna da Pescara letta dalla Dalla Chiesa, a dir poco lapidaria.

“Vado tutte le settimane all’Aquila a lavorare e mi sembra un popolo un po’ vittimistico”.

“Mia sorella – rincara la telespettatrice – è stata tanto tempo all’Aquila con la Protezione civile e c’è gente che sta approfittando della tragedia”.

“Ci sono sicuramente due anime dell’Aquila, in questo momento”, conclude salomonicamente la conduttrice.

Una di quelle due anime se l’è presa abbastanza. (alb.or.)

LA PEZZOPANE: ”LA DALLA CHIESA VENGA QUI A VEDERE”

L’AQUILA – “Venga Rita Dalla Chiesa all’Aquila a vedere come vive la gente in quelle case e negli alberghi e a vedere anche come muore la gente, come si ammala e, nonostante tutto, come resiste”.

Questo il commento irato dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane, dopo la puntata di ieri della trasmissione Forum che ha presentato un quadro della ricostruzione dell’Aquila molto lontano dalla realtà.

“A distanza di due anni dal terremoto – tuona la Pezzopane – una televisione di Stato, visto che rientra nelle proprietà del presidente del Consiglio (formalmente le reti Mediaset sono comunque private, ndr), si permette di trasmettere uno spot contro L’Aquila attraverso una devastante rappresentazione di una tragedia”.

“I protagonisti – ha aggiunto la Pezzopane – non erano aquilani e la loro storia non è mai esistita, ma soprattutto è inaccettabile che partendo da una storia non vera si sia voluto fare uno spot che falsifica la situazione in cui versa la popolazione”.

La venuta in città della conduttrice, conclude l’assessore, “è l’unico modo per risarcire gli aquilani”.

L’assessore alla Cultura e alle Politiche sociali Stefania Pezzopane, ha poi scritto una lettera alla conduttrice invitandola a “venire a vedere con i suoi occhi come si vive qui e che cos’è stato il nostro terremoto”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DELLA PEZZOPANE A RITA DALLA CHIESA

Gentilissima dottoressa Dalla Chiesa,

le scrivo, da donna a donna, in ragione della stima che da sempre nutro nei suoi confronti, come persona e come professionista, nella certezza di trovare riscontro e comprensione. Lei, da persona che ha avuto un’esperienza così forte del dolore, potrà comprendere il disagio mio e di tutti i cittadini aquilani, dopo la puntata di “Forum” andata in onda ieri.

Durante la trasmissione persone che, mi risulta, nulla hanno a che vedere con L’Aquila, hanno parlato della situazione attuale, facendone un quadro distorto e assolutamente non veritiero.

Noi tutti che, a due anni dal sisma, di cui a giorni andremo a commemorare l’anniversario, viviamo quotidianamente il dramma e la desolazione di vedere la nostra città distrutta e abbandonata, ci sentiamo offesi e presi in giro.

La nostra, oggi, è un’esistenza precaria, in case provvisorie e scuole promissorie, senza i nostri luoghi, i nostri spazi, la nostra stessa identità di comunità che fatica a ritrovarsi. Gli anziani giocano a carte sotto le pensiline degli autobus e i bambini hanno, come spazio di gioco, solo i centri commerciali.

L’economia è al tracollo, l’occupazione in affanno e temiamo che i nostri giovani abbandonino la città se non partirà la ricostruzione, non solo quella strutturale, ma anche quella sociale ed economica.

Come amministrazione comunale facciamo il possibile e anche di più, ma non è facile senza una vera autonomia, poiché il potere di decidere è nelle mani dei commissari, e senza certezza di fondi, che arrivano con il contagocce anche per l‘assistenza alla popolazione. La città che vive quotidianamente tutto questo, con famiglie che hanno perso il lavoro e devono pagare i mutui sulle case crollate, si è sentita ferita e vilipesa.

Per questo la invito a venire all’Aquila per vedere con i suoi occhi come si vive qui e che cos’è stato il nostro terremoto. Sono certa che il suo sguardo di giornalista acuta e intelligente  e la sua sensibilità di donna sapranno cogliere e comprendere la realtà dei fatti e restituire la giusta verità al nostro dramma.