L’AQUILA – “Negli ospedali abruzzesi, e non solo per quanto riguarda l’oncologia, vedo professionalità e dotazioni tecnologiche di alto livello, e non vedo invece motivi validi per i pazienti di lasciare L’Aquila e l’Abruzzo per curarsi altrove, in altre regioni o all’estero. Il convegno di venerdì ha come obiettivo anche quello di far comprendere questa qualità, con l’obiettivo di incrementarla ulteriormente, grazie a collaborazioni con medici e studiosi di fama mondiale”.

A spezzare una lancia a favore della sanità abruzzese, al di là di “uno spesso immotivato senso di inferiorità” è Luciano Mutti, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale San Salvatore all’Aquila, professore di Oncologia all’Università dell’Aquila.

Torinese, classe 1963, Mutti è un luminare in tema di tumori, con un ricco curriculum di esperienze all’estero,  salito alla ribalta delle cronache nazionali per essere stato fino due giorni fa a capo del team che ha in cura il boss della mafia Matteo Messina Denaro, malato terminale di tumore al colon.

Mutti  è ora il principale ideatore del convegno “Progressi all’avanguardia nella nostra lotta contro il cancro. La scienza come simbolo di resilienza di una città e di una comunità”, che avrà luogo venerdì 15 settembre, dalle ore 9 alle 17, nell’aula magna “Alessandro Clementi” del dipartimento  di Scienze umane dell’Università dell’Aquila in via Nizza, poco distante dalla fontana Luminosa. Evento a cui parteciperanno medici oncologi di fama internazionale.

Spiega dunque Mutti: “l’Abruzzo si è finalmente dotato di una Rete oncologica regionale, e ha pertanto fatto un passo in avanti importante nella cura del cancro, a cominciare da quelli più diffusi, al polmone, alla mammella, alla  prostata e al colon, e anche e soprattutto nell’attività di screening e prevenzione”.

E dunque prosegue, Mutti, “occorre proseguire su questa strada, e un passo importante è rappresentato proprio da questo convegno, che sarà il primo di una serie. Arriveranno qui in città studiosi di fama internazionale, e non sarà solo l’occasione per ascoltarli, per acquisire conoscenze e aggiornarsi, ma per favorire future collaborazioni, per aprire nuove prospettive di ricerca e sperimentazione, in particolare per l’Università aquilana, che è già dotata di professionalità e  attrezzature di alto livello”.

Il tumore, spiega ancora Mutti, “resta oggi il male del secolo, come lo era nel ‘900. Il numero del casi aumenta, certamente per la maggiore capacità di diagnosi grazie alle nuove tecnologie, ma continuano ad incidere anche l’inquinamento e il nostro errato stile di vita. Certo è che anche la ricerca ha fatto grandi passi in avanti, oggi dal tumore è molto più facile guarire”.

Nel convegno verranno discussi temi come “Genetica e epigenetica”, “Immunità al tumore”, “Metabolismo delle cellule tumorali”, “Nuove caratteristiche del cancro”.  In particolare, saranno oggetto di focus particolari l’approccio medico “traslazionale”,  le prospettive svelate dagli studi su genetica, ciclo cellulare, proliferazione e metabolismo, risposta immunitaria e microbioma.

Spiega ulteriormente Mutti: “si partirà dalle conoscenze acquisite dalla ricerca di base, per poi arrivare a come noi applichiamo queste conoscenze in termini di sperimentazione clinica, ed efficacia dei farmaci che utilizziamo”.

E su questo tema Mutti non fa sconti: “non basta ideare farmaci in base ai meccanismi che scopriamo con la ricerca. Dobbiamo testarli meglio, in base all’effettiva efficacia. Purtroppo devo dire, al di là di ogni ideologismo e populismo che lasciano il tempo che trovano, che ci sono forti interessi economici delle cause farmaceutiche, che hanno portato alla registrazione di alcuni farmaci la cui efficacia è perlomeno dubbia. Un farmaco oncologico, tenuto conto del suo altissimo costo, deve fare invece quello che un paziente con il cancro vuole, ovvero vivere il più a lungo possibile e nel miglior modo possibile. A maggior ragione è fondamentale aumentare la qualità della sperimentazione clinica, attraverso nuovi modelli matematici, come sta facendo ad esempio un gruppo di studio israeliano che sarà qui presente”.

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

L’INTERVISTA STREAMING AL DOTTOR MUTTI