PESCARA – L’Abruzzo è cinque punti percentuali al di sopra della media nazionale per numero di aziende rosa.
A rivelarlo è uno di studio illustrato questa mattina, in conferenza stampa a Pescara, in occasione della presentazione del Comitato Impresa Donna della Cna regionale. In base ai dati forniti dalla Camera di Commercio di Chieti, relativi al 2015 ed elaborati da Aldo Ronci, della confederazione artigiana regionale, le imprese femminili in Abruzzo sono 34 mila e 88, ovvero il 27 per cento del totale, a fronte del 22 per cento nazionale.
La crisi, però, sta colpendo duramente le aziende rosa, che dal 2008 ad oggi hanno mostrato segnali di cedimento maggiori rispetto a quelle maschili: negli ultimi 7 anni le imprese femminili abruzzesi hanno subito un decremento del 9,74%, perfettamente in linea con il dato nazionale, mentre quelle maschili sono diminuite dell’1,44 per cento (contro il -1,17 per cento nazionale).
A livello territoriale il record spetta alla provincia dell’Aquila, dove le aziende rosa sono 11 mila 939, distanziate di poche migliaia da quelle maschili (13 mila 390). Forbice più ampia nel Chietino (7 mila 990 imprese rosa contro 32 mila 333 maschili), nel Pescarese (7 mila 854 contro 23 mila 549) e nel Teramano (6 mila 575 contro 24 mila 107). Quanto ai settori produttivi, la presenza più alta di donne imprenditrici, in Abruzzo, si registra nell’agricoltura (36 per cento), nelle attività recettive (32 per cento), nei servizi (31 per cento) e nel commercio (27 per cento), mentre i comparti meno rosa sono le costruzioni (7 per cento) e l’industria.
“La nostra regione ha un numero di imprese rosa superiore alla media nazionale e il primo passo che intendiamo compiere, dopo questa nostra prima uscita pubblica, è realizzare un censimento per focalizzare le molteplici problematiche che riguardano le aziende abruzzesi guidate dalle donne e per sapere cosa chiedono le imprenditrici alla politica e alle istituzioni”.
Così Luciana Ferrore, presidente regionale del Comitato Impresa Donna della Cna, illustra il primo obiettivo delineato dalle imprenditrici abruzzesi associate alla confederazione artigiana.
In conferenza stampa a Pescara, insieme alla Ferrore, l’assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco, il presidente regionale di Cna Italo Lupo, la presidente nazionale del Comitato Impresa Donna Paola Sansoni e la coordinatrice regionale del comitato Letizia Scaglia.
“Una delle principali criticità che riguarda le imprese femminili è l’accesso al credito, in quanto le donne pagano un costo del danaro più elevato – spiega Sansoni – Attraverso il fondo speciale di garanzia e insieme ad una serie di banche che aderiscono alla nostra rete, stiamo cercando di colmare questa disparità di genere”.
La Sclocco rileva che “se in alcuni casi fare impresa, per le donne, è una vocazione, in molti altri casi è una scelta dettata dalla necessità di reinventarsi in seguito alla perdita del posto di lavoro, visto che la crisi sta penalizzando soprattutto le donne”.
Quanto all’impegno della Regione, l’assessore sottolinea che “ci sono diversi strumenti nelle pieghe dei fondi sociali europei, per l’inclusione sociale e le pari opportunità, legati soprattutto al microcredito, con una premialità maggiore per le donne over 30”.
Il presidente di Cna Lupo esprime soddisfazione per la nascita del Comitato Impresa Donna, “in una regione nella quale le imprese rosa denotano una grande vivacità e nell’ambito della quale sarà ora necessario analizzare le criticità riguardanti le aziende femminili”.



