L’AQUILA – Continuano a piovere strali sull’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dell’Aquila. Dopo la mozione di sfiducia promossa da un’ottantina di imprenditori nei confronti del presidente Filiberto Cicchetti e dei vertici Ance, accusati di scarso dialogo e poca attenzione nei confronti delle diverse realtà territoriali, un altro affondo arriva dal titolare dell’Amministratore del Gruppo Palmerini, Luigi Palmerini.
Un duro colpo che arriva all’indomani dell’invito/minaccia del sindaco dell’Aquila e vice Commissario per la ricostruzione Massimo Cialente che ha annunciato la perdita del contributo definitivo per quei cittadini che non faranno rispettare i tempi per i lavori delle riparazioni delle case classificate B e C.
Nella lettera Palmerini afferma di aver atteso per l’intera giornata un intervento dell’Ance a sostegno della categoria. Un’attesa vana, visto che non c’è stata alcuna presa di posizione da parte dell’associazione.
“La stampa di ieri riportava un intervento, del Sindaco/Vice Commissario alla Ricostruzione, relativo alla possibile revoca dei benefici per i soggetti proprietari di immobili classificati B e C che ritardassero l’ultimazione dei lavori oltre il termine di sei mesi dalla data di pubblicazione del contributo ricevuto. Abbiamo inutilmente atteso che trascorresse l’intera giornata nella speranza, vana, di un intervento dell’Associazione costruttori provinciale (l’Ance), la nostra associazione di categoria. Nulla è successo ed allora riteniamo necessario un intervento diretto”.
“Ammoniva, e suggeriva, il Sindaco/Vice Commissario alla Ricostruzione di prevedere, nei contratti di affidamento dei futuri lavori, penali e clausole di risarcimento a carico delle imprese, collegando direttamente, ed esclusivamente, il mancato rientro di centinaia e centinaia di famiglie nelle loro case B e C (questo è quanto appare dalla lettura dei dati periodicamente forniti dalla Sge) a presunti ritardi delle imprese nella conclusione dei lavori”.
“Abbiamo riscontrato un assordante silenzio dell’Ance dalla quale, invece, ci saremmo aspettato un fermo comunicato indirizzato a tutti i soggetti che sovrintendono alla movimentazione del denaro pubblico, nella quale si precisassero i veri termini della questione”.
Successivamente l’Amministratore del gruppo Palmerini si sofferma sugli interventi, che a suo dire, l’Ance avrebbe dovuto effettuare per difendere i propri associati. I ritardi non sarebbero imputabili esclusivamente alla lentezza delle ditte.
“L’Ance provinciale avrebbe dovuto chiarire che oltre ai ritardi di alcune imprese Inadempienti, che vanno certamente punite. esistono ben altri ritardi che sono (questi si) intollerabili, ma che riguardano le lungaggini nei tempi di pagamento delle opere eseguite dalle imprese”.
“Avrebbe dovuto rammentare (come peraltro pare abbia fatto il Dirigente dell’Area sisma) che per lavori effettuati già da molti mesi, giacciono in alcuni uffici fatture delle imprese emesse addirittura già da quasi un anno (ed in alcuni casi anche di più); avrebbe dovuto rappresentare che i veri finanziatori delle opere (specialmente per quelle di puntellamento) sono le imprese che le hanno realizzate e che, almeno alcune economicamente più deboli, saranno portate al fallimento prima di vedere arrivare i dovuti pagamenti”.
Chi ha effettuato i lavori, insomma, deve essere pagato e non può essere solo la minaccia della perdita dei contributi a “stimolare” le aziende nella conclusione dei lavori.
“Altro che penali (giustissime ed auspicabili per le imprese ritardatarie); alle imprese creditrici bisogna pagare i lavori eseguiti e, forse, anche gli interessi per i ritardi, sempre intollerabili, sia per l’ultimazione dei lavori che per il pagamento delle fatture”.
Infine la stoccata finale, con la quale Palmerini auspica un cambiamento di rotta dell’Ance.
“Queste ed altre cose ci saremmo aspettati di leggere, ma l’Associazione è bloccata (almeno così appare) da problemi interni (alcuni li chiamano “lotte intestine”) che certamente – almeno per loro – sono più importanti della difesa della categoria e della dignità degli Imprenditori”.
“Però, siccome siamo fiduciosi nel futuro, siamo sicuri che qualcosa cambierà! Questo è l’auspicio”.
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