L’AQUILA – “Le dichiarazioni dell’assessore Giuliante più che elettorali le definirei folcloristiche. I dati sono pieni di errori, piegati come sono al maldestro tentativo di sostenere una tesi comoda ma retriva. La realtà è diversa dagli slogan. Sono sconcertato, come tanti abruzzesi, con o senza cittadinanza italiana: abruzzesi. All’assessore Giuliante mi limito a ricordare che la paura e l’odio sono stratagemmi elettorali che hanno funzionato forse negli anni passati, ma ormai gli italiani sono vaccinati. Lo dimostra il tracollo di consenso alla Lega Nord”.
Risponde così il consigliere straniero del Comune dell’Aquila, Gamal Bouchaib, a Gianfranco Giuliante, assessore regionale e candidato per Forza Italia alle regionali del 25 maggio che ieri aveva risposto “Prima gli italiani e poi gli stranieri, non viceversa” al suo competitor del Partito democratico, il candidato Pierpalo Pietrucci, sulla necessità, a detta di quest’ultimo, di rifinanziare la legge 46 del 2004 per consentire interventi a sostegno degli stranieri immigrati nella nostra Regione, al fine di assicurare per esempio il pediatra di base ai neonati privi di permesso di soggiorno.
“Di ben altra visione – scrive Bouchaib in una nota – ci sarebbe bisogno dopo i ripetuti richiami dell’Unione europea in materia di discriminazioni e diritti, l’ultimo quello sulla disastrosa situazione delle nostre carceri. La legge 46 è una legge che la Regione deve finanziare, perché riguarda i Comuni, la scuola, le associazioni. Tutto un tessuto che rischia di morire, non so se per superficialità o per scelta ideologica della Regione. Quanto al diritto dei neonati privi di permesso di soggiorno di avere un pediatra di base, questo è riconosciuto da un’altra legge, la Balduzzi del 2012, per la quale i soldi sono già disponibili. Che aspetta la Regione? Francamente mi sembra che il problema sia garantire un elementare diritto, non destare chissà quale allarme sociale. Per quanto riguarda i dati – chiamiamoli così – citati dall’assessore, riguardo al pil e alle carceri, lo invito perlomeno a rivederli. Comprendo le necessità della campagna elettorale, ma la legge è uguale per tutti: così dice la Costituzione. La forzatura alle differenziazioni e alla costruzione dei recinti fanno solo male alla nostra città e al nostro territorio, bisognosi di idee e proposte nuove, coraggiose e inclusive”.
“Dei richiami dell’Unione europea e della nostalgia ci piacerebbe fare a meno”, conclude il consigliere straniero.





