CHIETI – Immatricolazioni in “caduta libera” all’università di Chieti-Pescara “Gabriele d’Annunzio”. Dati del Miur e dell’Anagrafe degli studenti, rielaborati dal Sole 24 Ore e pubblicati qualche giorno fa, fanno retrocedere l’ateneo dannunziano al terzultimo posto tra le 61 università italiane censite come immatricolazioni. 

Non va molto meglio all’università aquilana che si trova al quartultimo posto, proprio prima della “d’Annunzio”, se la cava meglio, invece, l’università di Teramo che è invece riuscita a rientrare tra le prime venti in classifica. 

I dati sono relativi al confronto tra le immatricolazioni dell’anno accademico 2014-2015 e quelle del 2011. In percentuale l’ateneo teatino-pescarese perde in pochi anni il 36% di immatricolati. In termini assoluti vale a dire 3.955 studenti in meno. Peggio hanno fatto solo Parma (che perde il 36,1%) e Reggio Calabria che guida la speciale classifica con il 40% di immatricolazioni in meno. 

L’Aquila è al quartultimo posto con il 34,8% di immatricolazioni in meno, ossia 2.217 studenti persi.

L’ateneo con più capacità attrattiva di nuovi immatricolati è invece l’università per stranieri di Siena, seguita dall’ateneo dell’Insubria che ha sede a Como e Varese e dall’Orientale di Napoli. Teramo, con i suoi 930 immatricolati nel 2014-2015, non perde assolutamente nulla rispetto al 2011. Naviga dunque in classifica senza segni meno ma neanche segni più. 

Alla “d’Annunzio” il dato pesantemente negativo è stato accolto senza grandi sorprese da parte del vertice, ma in maniera polemica da parte di quelle forze sindacali che da tempo criticano le scelte di vertice. 

In particolare il segretario generale della Csa Cisal, Goffredo De Carolis, appena rieletto anche senatore accademico, è tornato ad attaccare la dirigenza universitaria. “La battaglia alla quale ci costringe il vertice della “d’Annunzio” da quando, a luglio 2014, il direttore generale ci ha congelato una parte consistente dello stipendio non ci fa perdere di vista gli altri problemi e le carenze di governo e di gestione dell’ateneo – scrive in una nota – proprio sabato scorso abbiamo distribuito un volantino di denuncia sulla mancanza di una politica universitaria e poca attenzione per gli studenti”.

De Carolis richiama anche l’intervento che il suo sindacato fece nel mese di luglio quando, sempre a seguito di un articolo apparso su Il Sole 24 Ore su una classifica di atenei che vedeva penalizzata la “d’Annunzio”, aveva fatto un appello per discutere un “piano di salvezza”. Appello caduto nel vuoto. 

“Nel silenzio ormai granitico del rettore e nell’apparente indifferenza del corpo docente, o comunque della sua stragrande maggioranza – continua De Carolis – la caduta della nostra università continua inarrestabile. Il Sole pubblica i dati Miur-Anagrafe degli studenti ed è a tutti evidente ciò che noi già sapevamo: le immatricolazioni dell’anno accademico 2014/15 erano scese di una percentuale altissima rispetto agli anni precedenti classificandoci penultima nell’elenco dei 61 atenei rilevati”. 

Come aveva già fatto a luglio, il sindacalista torna a chiedere un confronto: “Quale altro dato volete per aprire finalmente un confronto e discutere della vita della nostra Università? E’ sempre più urgente intervenire concretamente”. E a proposito di confronti, De Carolis chiede quando saranno pubblici i dati sulle immatricolazioni dell’attuale anno accademico 2015-2016. (ar.ia.)