L’AQUILA – “Il capitalismo, anche in questa crisi Covid, sta difendendo se stesso. E non cambierà nulla se non ci sarà un cambio di passo socialista, con un programma socialista”.
È questo il senso della seconda festa dei lavoratori dell’era Covid-19 secondo Giulio Sapelli, economista, storico, accademico e dirigente d’azienda italiano. Una festa che, a guardare i dati che l’Istat ha appena diramato, ha un sapore amarissimo: gli occupati in meno sono 900mila da febbraio del 2020, cioè da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Numeri terribili che si sommano a quelli, già da “malattia”, che hanno accompagnato gli anni precedenti.
Sapelli, che continua a pubblicare libri – l’ultimo, uscito a gennaio di quest’anno, si intitola Nella storia mondiale. Stati, mercati, guerre (Guerini e Associati) – quasi per una sorta di esigenza soprattutto morale, considera il passaggio dal governo guidato da Giuseppe Conte a quello con a capo Mario Draghi, come qualcosa che ha evitato “una catastrofe. Perché – lo afferma con la solita, naturale sicurezza – con Conte eravamo ormai alle porte della barbarie”.
“Certo – ‘sterza’ subito l’ex docente molto vicino a diventare premier fino al veto del Movimento 5 stelle e alla conseguente scelta di Conte – Draghi è lì per difendere gli interessi capitalistici, ma, almeno, se ti devi sedere a un tavolo con un premier, avere a che fare con Draghi e non con uno come Conte è molto diverso. E il crollo totale, nonostante i numeri drammatici, per ora è evitato. Ma senza una svolta socialista, il capitalismo continuerà a difendersi e a riprodursi. Senza una svolta socialista, non puoi neanche produrre i vaccini contro il Covid con le aziende pubbliche”.
“Per l’Italia, in ogni caso, la crescita non ci sarà – continua Sapelli – ma questo perché, appunto, non c’è una politica socialista che sia alternativa a quella capitalistica. E senza una politica socialista, il capitalismo continuerà, purtroppo, a fare tutto da solo”.f
“Non bisogna arricchirsi con la salute pubblica – conclude Sapelli – che è garanzia di cure e di prevenzione per tutti. Quello che sta accadendo con il Covid-19 dovrebbe essere chiaro in questo senso, occorre la medicina territoriale, occorre tutelare la cura della persona, occorre prevenire. Ma non in un regime di proprietà privata”.







