L’AQUILA – Quasi 3 mila abruzzesi sono colpiti ogni anno dal carcinoma basocellulare o basalioma che è il tumore della pelle più diffuso, con il numero di nuovi casi diagnosticati che aumenta al ritmo costante del 10%.
La grave malattia colpisce circa 10 milioni nel mondo, di cui 120 mila italiani. Il basalioma, nei casi più gravi, può causare la deturpazione del viso ed essere una malattia fortemente invalidante a livello sociale visto che una persona può arrivare a “sentirsi un mostro e non riuscire più a guardarsi allo specchio. Nascondersi e isolarsi, smettere di frequentare i propri amici e perdere il lavoro”.
Molti camuffano la propria malattia con bende, cappelli e indumenti. È una vita a metà quella che emerge dall’indagine “Basalioma, sotto la maschera”, condotta da Gfk Eurisko e promossa da Roch.
“Il carcinoma basocellulare – spiega Paolo Ascierto, direttore dell’unità Oncologica melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto nazionale tumori di Napoli fondazione Pascale – è in assoluto il tumore più diffuso, è circa 10 volte più frequente del melanoma, eppure non se ne parla. È sì un tumore buono, che nella grande maggioranza dei casi può essere rimosso chirurgicamente con facilità, ma quando insorge in certe zone del corpo difficili da trattare, può avanzare, diventando aggressivo e ‘cattivo’, fino a provocare delle profonde e devastanti lesioni che possono sfigurare il paziente, portando alla perdita della funzionalità degli organi interessati o risultando fatali”.
“Oggi per questi casi avanzati c’è un nuovo trattamento a target molecolare che va ad agire su un circuito molecolare alterato nel 90% circa dei casi di basalioma”, aggiunge Ascierto.
“Nei rari casi di carcinoma basocellulare in stadio avanzato – commenta Ketty Peris, direttore della Clinica dermatologica dell’Università dell’Aquila – sono sempre presenti importanti risvolti psicologici e una vita sociale fortemente compromessa. In questi casi, i pazienti hanno paura di farsi vedere perché si vergognano delle proprie lesioni cutanee, ma questo comportamento può rivelarsi un circolo vizioso: il nascondersi e il trascurarsi sono a loro volta, infatti, uno dei motivi per cui spesso si arriva a una forma avanzata. In molti casi i pazienti si nascondono anche dai propri familiari, tendono a bendarsi e a camuffarsi con berretti o garze”.



