L’AQUILA – Massimo Cialente contro tutti. A otto giorni dalla scadenza per ritirare le dimissioni da sindaco dell’Aquila, il sindaco sfoga tutto il suo malcontento in una serie di attacchi fiume che coinvolgono la ricostruzione a marce ridotte del capoluogo e più in generale la politica comunale, regionale e nazionale.
Il primo cittadino adombra lo spettro di un’azione di grandi lobby per tornare ad azionare le leve della ricostruzione, con grandi piani da decine di milioni di euro e contributi piuttosto che indennizzi per i lavori, con una retromarcia sulle modalità di erogazione dei fondi.
Inoltre, Cialente lancia veri e propri siluri contro il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, criticato sia sulla maggioranza, “funziona più la mia che la sua”, sia sul tema caldo dei fondi per il sociale, “nel suo bando ci sono cose strane”.
Si parla poi di dimissioni e rimpasto di Giunta comunale, e ci sono legnate anche per il leader regionale della Destra, Luigi D’Eramo, “un giovanetto che era assessore alla metropolitana” e Fabio Spinosa Pingue di Confindustria, “vogliono un faraone ma io preferirei Cleopatra”, due voci critiche che nei giorni scorsi hanno bersagliato il sindaco.
”VOGLIONO FAR TORNARE LE GRANDI LOBBY”
“Alla vigilia del secondo anniversario della tragedia del 6 aprile 2009 c’è da denunciare un immobilismo totale. Tutto sta andando male, i ritardi sono gravissimi, e il prossimo 6 aprile è una data difficile da gestire per tutti. A me basta che il governo mi ascolti e mi dica come stanno le cose. Per questo ho chiesto un incontro urgente con il sottosegretario Letta”.
È la denuncia del sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, che entro il 28 marzo deve decidere se confermare o ritirare le dimissioni, e che ha chiesto nei giorni scorsi un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
“Mi ha detto che mi avrebbe convocato – aggiunge – ma forse non l’ha potuto fare per quello che sta succedendo in Libia”.
“Penso si stia perdendo tempo per arrivare a rimangiarsi anche in Parlamento l’indennizzo e optare per il contributo – denuncia Cialente – Sennò non si spiegano i ritardi sulle case con i maggiori danni classificate ‘E'”.
“Comincio a pensare – rincara la dose – che siano quasi costruiti per un disegno preciso: far tornare le grandi lobby, una operazione sventata ad ottobre. Letta è persona per bene, ha appoggiato l’indennizzo, e saprà spiegarmi”.
”QUALCUNO VUOLE PIANI DI RICOSTRUZIONE DA 80 MILIONI DI EURO”
L’AQUILA – “Non leggere il fatto che tutto è fermo – continua nel suo sfogo il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, che nei mesi sorsi si era dimesso anche da vice commissario per la ricostruzione in dissenso con la politica del governo – vuol dire non rendersi conto di questa tragedia, che è un problema nazionale. Siamo in mano a dilettanti oppure c’è un altro disegno?”.
“Comincio a temere – spiega il sindaco, chiarendo i suoi timori – che ci sia qualcuno che vuole stoppare l’indennizzo a favore del contributo, cioè piani di ricostruzione da 70-80 milioni di euro. Come si sta facendo alla prefettura all’insaputa del Comune dell’Aquila. È una grande questione nazionale, altro che cricche”.
Cialente sottolinea di avere “questa sensazione, d’altra parte sono l’unico che c’è da sempre, non sono commissario, non sono più il vice, ogni volta che segnalo un problema, vengo aggredito, ho subito attacchi da giornali del Governo. Che cosa c’è dietro? Devo rispondere agli italiani, non solo agli aquilani, per questo pongo domande al governo”.
Il primo cittadino spiega anche che della questione riferirà anche in Consiglio comunale, “che deve stare attento”.
“Ci sono stranezze – continua Cialente – Partono progetti pilota e non si sa qual è il prezziario. L’ho già detto quando mi dimisi da vice commissario. Voglio che le cose strane le sappiano gli aquilani ma anche gli italiani visto che la ricostruzione viene finanziata anche con i loro sacrifici”.
“I ritardi – sostiene – non sono addebitabili a imperizia del commissario che ha molte cose da fare. Perche’ nessuno si interroga sulle cause per cui è tutto fermo?. Che sta succedendo, perché nessuno si pone questo problema? Al sottosegretario Letta voglio dire queste cose ed avere risposte”.
DIMISSIONI: ”LA MIA MAGGIORANZA STA MEGLIO DI QUELLA DI CHIODI”
L’AQUILA – “Chiodi, in relazione alla mia situazione politica, ha parlato di accanimento terapeutico. Ma la mia maggioranza sta meglio della sua, io in Consiglio porto provvedimenti che vengono approvati, lui non ci riesce”.
È l’attacco che il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, indirizza nei confronti del presidente della Giunta regionale e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Cialente critica duramente il centrodestra al Comune e risponde alle accuse di Confindustria L’Aquila e dell’assessore provinciale Luigi D’Eramo (La Destra).
“Basta con il fare la foglia di fico – tuona – Non è un caso che ci sia un pezzo di centrodestra che vuole il commissario al Comune. Non è un caso l’uscita di Confindustria che auspica di avere un faraone, io auspico più una bella Cleopatra. Lascia il tempo che trova l’attacco di un giovanetto alla Provincia, l’assessore D’Eramo, che era l’assessore alla metropolitana al Comune dell’Aquila”.
Il relazione alle sue dimissioni, il cui termine per la conferma dell’addio o per il ritiro scade ilo 28 marzo prossimo, Cialente ha sottolineato “adesso vediamo, comincio a pensare da quello che mi dice la gente che forse c’è qualcun altro che deve dimettersi”.
“Comunque – conclude – prima del 28 per me è importante aver risposte dal governo sui dubbi sulla ricostruzione, a mio avviso ferma, per questo voglio incontrare Letta”.
FONDI SOCIALE: ”STRANEZZE NEL BANDO LANCIATO DA CHIODI”
L’AQUILA – “Sono stato accusato di non spendere i fondi per il sociale inviati dal sottosegretario Giovanardi e ora si scopre che ce li aveva il commissario, Gianni Chiodi, che ha anche fatto uscire un bando strano che prevede progetti esecutivi. A me dà l’idea che abbiano nomi e cognomi dei progetti”.
Lo afferma il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, intervenendo con toni duri sulla polemica legata alla vicenda degli oltre 10 milioni di euro di fondi per il sociale assegnati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi al Comune dell’Aquila nei mesi successivi al sisma del 6 aprile 2009.
“Sulla vicenda – aggiunge – c’è un’inchiesta nell’ambito della quale nei mesi scorsi sono stato ascoltato per quattro ore come persona informata sui fatti. Sono stato accusato ingiustamente, mi aspetto che ora l’amico Giovanardi mi faccia delle scuse se non si è dimesso”.
“Se può – accusa Cialente – lui o la sua struttura diano uno sguardo al bando per i progetti lanciato dal commissario per la ricostruzione. Ci sono strane cose ma nessuno, partendo da Giovanardi, si è preoccupato di venire a vedere dove fossero i fondi”.
Anche il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa), ha accusato più volte Cialente.



