Dalla “trattta” all’autonomia

Il progetto Equal Sconfinando: presentati i risultati ottenuti in 33 mesi di attività

Si è svolto stamattina nella Sala Consiliare della Provincia il seminario conclusivo “Sconfinando dalla Tratta all’Autonomia” organizzato dalla partnership del progetto Equal “Sconfinando” approvato all’interno del Programma di Iniziativa Comunitaria Equal Geografica Abruzzo. Il progetto, sviluppatosi in 33 mesi da luglio 2005 a marzo 2008, ha avuto un finanziamento totale pari a 632.032,56 euro.

Il progetto Sconfinando vede come ente titolare la Provincia di Teramo e come Partner del progetto l’Associazione On the Road, l’API – Associazione Piccole e medie Imprese della Provincia di Teramo, il CSV – Centro Servizi per il Volontariato di Teramo, l’Unione Industriali della provincia di Teramo e l’Università di Teramo. Sconfinando si pone lo scopo specifico di aumentare qualitativamente e quantitativamente le opportunità di inserimento socio-lavorativo delle donne in situazioni di grave marginalità sociale (immigrate extra comunitarie, detenute, tossicodipendenti ed alcoliste, prostitute ed ex prostitute, vittime di tratta e di violenza) attraverso la realizzazione di diverse ed articolare azioni.
Durante la mattinata sono stati presentati i risultati delle attività realizzate che hanno previsto diversi azioni trasversali quali il coordinamento generale, la comunicazione, il monitoraggio, la valutazione ed integrate attività dirette ai beneficiari finali quali il monitoraggio del fenomeno, l’attivazione di spazi protetti, l’orientamento, la formazione di accesso, l’individuazione di bacini occupazionali, l’attivazione della formazione pratica in impresa, la formazione e la promozione di patti territoriali.

In particolare per quanto concerne l’unità mobile vi sono stati 6.555 contatti in strada provenienti da 30 Paesi differenti con prevalenza della Nigeria (45,7%). Inoltre vi sono stati 86 contatti al chiuso (appartamenti, locali notturni) e 509 accompagnamenti ai servizi sanitari.
Inoltre gli operatori e le operatrici degli sportelli drop in center hanno effettuato 515 colloqui a donne con un’età compresa tra i 25 ed i 35 anni (40%) soprattutto di nazionalità ancora nigeriana (25%), seguita da rumene (16%) e italiane (14%).
Sono state invece 37 le donne prese in carico di cui il 59% con sistemazione residenziale e 39 quelle inserite nell’ambito lavorativo di cui il 26% italiane coinvolte in attività di orientamento lavorativo. Rimanendo nell’ambito professionale sono state contattate 676 donne per la formazione pratica in impresa di cui il 19% con esito positivo (21 donne). Tra queste 16 donne sono state inserite direttamente di queste il 9 con un contratto a tempo determinato.
Tra le varie azioni intraprese vi sono stati 4 incontri per la creazione del tutor aziendale con il coinvolgimento e la partecipazione di n° 30 attori del territorio provenienti da imprese, associazioni di categoria, sindacati, enti pubblici e privati no profit, nonché 3 workshop tematici che hanno visto la partecipazione di più di cento persone.
Il progetto ha visto anche una parte transnazionale con partner francesi e slovacchi grazie alla quale sono state svolte due sessioni di formazione dei formatori ed una ricerca transnazionale sull’inserimento socio-lavorativo delle fasce deboli nei tre Paesi.
Dal dibattito sono scaturite diverse raccomandazioni quali l’importanza della collaborazione tra le differenti figure di accompagnamento, tendere alla flessibilità degli strumenti che garantisca ad ognuno la propria opportunità, la creazione dei presupposti per la presenza di un tessuto imprenditoriale orientato all’inserimento lavorativo dei “fragili” e la crescente capacità dell’attore pubblico di mantenere i temi dell’inclusione sociale e lavorativa all’interno dell’agenda politica. Inoltre appare determinante una cooperazione sistematica tra i differenti livelli di governo delle politiche sociali e del lavoro (sussidiarietà verticale), una formazione diffusa centrata sulle competenze rielaborative delle organizzazioni e sulla nuove professioni di aiuto ed, infine, la diffusione di una cultura della valutazione.

Fonte: Provincia di Teramo