TERAMO – Un giovane e promettente nipote, un fidatissimo ex assessore comunale rimasto senza poltrona. Sono i sommari profili dei due nuovi collaboratori politici del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che passa dunque da 6 a 8 elementi.

Il primo è Lorenzo Impaloni di Teramo, laureando in Scienze politiche e nipote del consigliere regionale ed ex presidente della Regione Gianni Chiodi. Il secondo è l’ex assessore al Comune di Teramo Rudy Di Stefano, fedelissimo del consigliere regionale Paolo Gatti, rimasto senza scranno dopo il rimpasto di giugno della Giunta del sindaco forzista Maurizio Brucchi.

Entrambi assunti a tempo determinato, con contratto interinale, e a chiamata diretta, in base al rapporto fiduciario e alla sintonia politica, come è consolidata tradizione consentita dalle norme vigenti per la selezione dei cosidetti portaborse. Retribuiti però con denaro pubblico.

L’ampliamento del gruppo di Forza Italia è stato reso possibile da una variazione di bilancio che a febbraio 2016 ha aumentato il budget per i gruppi politici: si è passati da circa 44 mila euro l’anno per ciascun consigliere, a circa 52 mila euro. E questo per sanare la disparità di trattamento rispetto ai dipendenti regionali a tempo indeterminato, garantendo ai collaboratori, oltre agli stipendi, che vanno dai 600 ai 1.600 euro netti al mese, anche i buoni pasto, il pagamento degli straordinari, e un premio di produzione forfettario.

Nulla però vieta di usare parte di questo budget per assumere altri collaboratori, ad esempio non prevedendo ore di straordinario e limitando i premi di produzione. Ed è quello che è avvenuto in Forza Italia. Non è dato ad oggi a sapere quanto percepiranno le due new entry, ma visto il budget a disposizione residuo, le cifre dovrebbero essere contenute.

Corre voce all’Emiciclo che l’assunzione di Impaloni avrebbe suscitato qualche perplessità tra i consiglieri azzurri, non sul valore del giovane, che in Consiglio regionale potrà anzi farsi le ossa, ma per le prevedibili polemiche che la stretta parentela con Chiodi avrebbe potuto suscitare. Ma sarebbe stato lo stesso Chiodi a rassicurare i colleghi sull’assoluta legittimità e opportunità della scelta, tenuto conto della sua natura fiduciaria.

Meno imbarazzi preventivi avrebbe suscitato invece la scelta di Rudy Di Stefano, legato a doppio filo a Gatti, ma del quale non può certo essere messa in discussione la sua conoscenza delle materie amministrative, vista la sua esperienza politica nella Giunta Brucchi, con varie deleghe, le ultime all’Ambiente e alle Manutenzioni.

Di Stefano, dimessosi a metà maggio insieme agli altri tre assessori di Futuro in, la lista civica “gattiana”, e non rientrato in Giunta con il rimpasto di giugno, non ha lesinato critiche al sindaco Brucchi, arrivandolo a paragonare ad Oronzo Canà, l’improbabile allenatore di calcio interpretato da Lino Banfi nel film cult L’allenatore nel pallone.

Di Stefano è rimasto però al fianco di Gatti e sta ora lavorando al consolidamento della lista civica “Nuove energie” in vista delle prossime elezioni comunali, una lista – ha precisato Di Stefano – che “va verso il partito della Nazione, uno schieramento centrista allargato che guardi al bene comune al di là degli steccati politici”.

L’aumento del budget per i collaboratori politici, potrebbe infine indurre anche gli altri gruppi consiliari ad ampliare lo staff.

Verificarlo non è però cosa facile, perché come più volte evidenziato da questa testata, nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web della Regione, è presente solo l’elenco senza altre informazioni aggiuntive, dei collaboratori assunti dai gruppi, con contratto a tempo determinato dal Consiglio regionale.

Nessuna traccia, invece, dei collaboratori dei gruppi consiliari, nemmeno i nominativi. Va ricordato a tal proposito che Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia, è stato l’unico ad inviare ad AbruzzoWeb, tutti i curriculum dei sei collaboratori politici del gruppo, con relativa retribuzione. Filippo Tronca