CAMPOTOSTO – La pioggia tornata a cadere in queste ore, dopo settimane, è una manna anche per il lago di Campotosto: il bacino artificiale più grande d’Abruzzo, in provincia dell’Aquila, ieri appariva semi prosciugato.

Un’immagine sconfortante che a molti ha fatto pensare che potesse anche trattarsi di misure adottate per scongiurare rischi legati alla tenuta sismica della diga, visto che l’area è da tempo interessata da uno sciame di terremoti.

Secondo quanto si apprende, tuttavia, gli effetti nefasti sul lago sarebbero dovuti semplicemente alla mancanza di precipitazioni.

Neanche, come pure si era pensato, alle esigenze energetiche dell’Enel, che gestisce l’invaso.

Non si tratta, insomma, di uno svuotamento volontario, al contrario, per esempio, di quanto accade regolarmente a Barrea, dove il lago viene quasi completamente svuotato dall’Ente per l’energia all’inizio dell’autunno di ogni anno per scongiurare il rischio di allagamenti più a valle, come accaduto in passato a causa di abbondanti piogge.

Secondo i dati forniti da Appennino Ecosistema, dicembre è stato il mese più siccitoso degli ultimi dieci anni, visto che è piovuto il 10 per cento di quanto piove mediamente sull’Appennino centrale.

Un fatto clamoroso, se si pensa che negli ultimi cinquant’anni, sulla stessa area, le precipitazioni medie annue hanno subìto un decremento del 20 per cento, un dato considerato significativo e preoccupante dagli ecologisti.

L’abbassamento del livello del lago di Campotosto, tuttavia, non desta particolare preoccupazione sotto l’aspetto naturalistico, considerando che essendo un bacino artificiale è quasi del tutto assente la flora associata alla presenza del lago, che anzi quando fu realizzato, spiegano sempre da Appennino Ecosistema, distrusse la vegetazione naturale presente.

Qualche impatto c’è sulla fauna lacustre, ma anche in questo caso trattandosi di pesci reintrodotti i danni non sono di particolare interesse.

L’importanza del lago è dovuta, piuttosto, al fatto che esso rappresenta il luogo di sosta degli uccelli migratori, tra cui lo svasso, che tuttavia non risentono dell’abbassamento del livello, anzi potrebbero essere favoriti dal fondo fangoso scoperto, dove possono cibarsi di vermi e altri insetti.

Sul piano ecologico non sembra dunque essere un problema, essendo tra l’altro in pieno inverno, mentre l’abbassamento del lago potrebbe avere conseguenze a lungo termine, ma – secondo gli studiosi di Appennino Ecosistema – è presto per dirlo e inoltre sono previste precipitazioni ancor più abbondanti nelle prossime ore.