L’AQUILA – “La manifestazione 2016 è stata annullata perché la Protezione Civile, le forze dell’ordine e gli Enti locali ci hanno chiesto di farlo, per un semplice motivo: 80.000 persone in un centro storico come quello dell’Aquila in presenza di uno sciame sismico rappresentano un grande pericolo per la loro stessa incolumità. Basta una minima scossa per scatenare il panico con conseguenze irreparabili”.
Lo dice in un commento ad un post su Facebook Corrado Beldì, vice presidente dell’associazione nazionale jazz e tra gli organizzatori del festival che si sarebbe dovuto tenere all’Aquila dal 2 al 4 settembre e che ora sembra assumere le caratteristiche di un grande concerto diffuso: “Stiamo lavorando affinché tutte le città italiane possano offrire un palco ai musicisti che avrebbero dovuto venire all’Aquila – spiega – il 4 settembre moltissimi concerti in simultanea per scatenare una gara di solidarietà e raccolta fondi, suddividendo la complessità in tante manifestazioni più piccole”.
All’Aquila, comunque, “la manifestazione si farà nel 2017 (abbiamo previsto una programmazione triennale) con le stesse modalità previste quest’anno”.
“Quindi se da un lato gli edifici della città sono certamente in sicurezza (far passare questo messaggio è importante), dall’altro potremo tornare quando la Protezione Civile avrà abbastanza persone (non impegnate su altri fronti come purtroppo in queste settimane) per garantire flussi e deflussi ordinati e in sicurezza. Organizzare una manifestazione così grande e complessa e partecipata non è uno scherzo!”.
Beldì spiega poi che “stiamo comunque programmando alcune iniziative simboliche da realizzare all’Aquila in quei giorni, inclusa la consegna del pianoforte da regalare al Conservatorio dell’Aquila (che ha perso una studentessa di flauto, purtroppo morta ad Amatrice)”.
Per la kermesse di quest’anno, infine, “stiamo cercando di dividere i 700 musicisti su tutte le città che metteranno a disposizione dei palchi attrezzati. Hanno risposto (in modo non definitivo) e li ringraziamo, i comuni di Roma, Milano, Torino, Novara, Ravenna e Parma”, dice Beldì.



