TERAMO – “Killeraggio”, “esagerazione mediatica di una banale causa civile vecchia del 2008”.
Liquida così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante, che di professione è promotore finanziario, la decisione del giudice di pace Pasquale Giovannucci, che lo ha condannato a risarcire un cliente delle “commissioni indebitamente investite tramite la Fineco Bank pari ad euro 28.900 oltre interessi e rivalutazioni”, e al pagamento delle spese legali di 6.348 euro.
La causa ha avuto origine nel 2009 quando il cliente sostenendo di aver subìto ingenti perdite, ha chiesto il risarcimento di 29 mila euro circa di commissioni, in quanto, hanno spiegato i legali del correntista, la loro entità economica e natura “non venivano in alcun modo indicate nella brochure-prospetto informativo a disposizione della clientela”.
ll correntista ora si appresta a intentare causa per riottenere anche i soldi perduti per via di quelle operazioni finanziarie dichiarate nulle dal giudice.
Anche Mercante però è pronto a ricorrere in appello, e mette in guardia da eventuali “speculazioni politiche”.
“È una banale controversia in sede civile risalente, addirittura, al 2008 – tiene infatti a sottolineare Mercante – e che attiene solo ed esclusivamente alla mia sfera professionale ed alla mia vita privata e che nulla ha a che fare con la mia attività di consigliere regionale e con la funzione pubblica da me svolta”.
“Riguardo, poi, al merito della questione – aggiunge – è di tutta evidenza come il pronunciamento del giudice abbia avuto origine da una erronea interpretazione dei fatti. Relativamente alle operazioni contestate devo, infatti, precisare che non si trattava di un servizio di consulenza finanziaria ma di raccolta ordini nel quale il promotore finanziario è mero esecutore delle disposizioni del cliente”.
“Per quanto riguarda, infine, le commissioni applicate, si tratta di somme del tutto legittime che devono essere corrisposte normalmente in caso di operazioni come quelle in questione e che, anzi, nel caso specifico, erano state commisurate in misura molto scontata in 0,15 per cento contro una media di mercato dello 0,50-0,70 per cento”, conclude il grillino.






