CHIETI – Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per il salvataggio di quattro banche tra cui anche l’abruzzese CariChieti, oltre a CariFerrara, Banca Marche, Popolare dell’Etruria.

Il provvedimento, spiega la nota del Cdm, consente di dare continuità all’attività creditizia, e ai rapporti di lavoro, tutelando pienamente i correntisti.

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri per il salvataggio delle 4 banche commissariate “non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione”, si legge nella nota del Cdm.

Inoltre, “i provvedimenti di avvio alla risoluzione non prevedono il ricorso al bail in”.

In particolare, nella cornice del nuovo quadro normativo in materia di gestione delle crisi bancarie definito dai decreti legislativi che recepiscono il bail in, “la Banca d’Italia ha deliberato in data 21 novembre 2015 i provvedimenti di avvio della risoluzione, approvati dal Ministro dell’economia in data odierna a seguito della positiva decisione della Commissione europea sui programmi di risoluzione previsti nei provvedimenti stessi”.

Il decreto legge approvato oggi, spiega la nota del Consiglio dei ministri, ha un ambito estremamente circoscritto.

Esso è volto unicamente a “costituire tempestivamente le nuove banche (banche-ponte) contemplate dai provvedimenti di avvio della risoluzione delle banche in questione”.

In secondo luogo, a “definire un quadro normativo certo sulle modalità con cui saranno raccolti i contributi da parte del settore bancario al Fondo di risoluzione nazionale successivamente all’integrale avvio del Meccanismo di risoluzione unico” e quindi a “definire le modalità per l’applicazione alle nuove banche della disciplina fiscale in materia di imposte differite attive già in vigore per tutti gli istituti di credito”.

LA UE: ”RIDOTTA DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA”

“Le decisioni della Commissione consentono l’uscita ordinata delle banche, riducendo al minimo l’uso dei fondi pubblici e le distorsioni della concorrenza derivanti dalle misure”, ha afferma to la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, commentando l’ok Ue ai piani di risoluzione.

“È cruciale – ha aggiunto la commissaria Ue – che siano azionisti e creditori subordinati a farsi carico dei costi e delle perdite dei fallimenti bancari piuttosto che i contribuenti”.

“Accolgo inoltre la decisione dell’Italia di usare gli strumenti di risoluzione bancaria per la prima volta in Italia, in modo di far fronte alla situazione di queste banche dissestate preservando la stabilità finanziaria”, ha concluso.