L’AQUILA – In Abruzzo il Registro tumori, istituito solo nel 2016, resta una scatola misteriosa, e molto probabilmente vuota. La pagina sul sito dell’Azienda sanitaria regionale non è nemmeno raggiungibile.
Non stupisce dunque, che nell’ultimo importante rapporto “I tumori n Italia”, realizzato dall’ Associazione italiana registri tumori, (Airtum), relativa al trend nel decennio 2003-2014, l’ Abruzzo nella cartina italiana, resta uno spazio vuoto, assieme a Molise e Marche, senza nessun dato da poter analizzare.
Eppure il rapporto contiene anche buone notizie, visto che complessivamente in Italia l’incidenza dei tumori è in calo sia negli uomini che nelle donne, come emerge dai dati di epidemiologia, organizzati in forma strutturata per i tipi di tumori principali e per regione.
Nelle fitte tabelle del corposo studio nelle colonne relative all’Abruzzo compare però solo un laconico “dati non disponibili”.
Un vulnus non da poco: il Registro tumori è un prezioso censimento che porta alla luce le correlazioni tra patologie diagnosticate e vari fattori, tra cui quello ambientale, e che permette di offrire strumenti alla ricerca per stabilire se ci sono territori in cui l’incidenza tumorale è più frequente. Consente inoltre di monitorare quali tumori sono in aumento e quali in diminuzione, in modo tale da valutare e definire le strategie per combattere un terribile male.
A dare battaglia in consiglio regionale su questo fronte è stato il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Pietro Smargiassi, rieletto alle lezioni del 10 febbraio, e nominato presidente della commissione Garanzia, e che sul tema ha presentato più di una interrogazione nel corso della passata legislatura.
Ma senza nessun risultato concreto. I dati raccolti, assicurato lo stesso Smargiassi, a fine ottobre scorso, sono fermi al 2016 e tutto “è impantanato nella fase di raccolta avanzamento e produzione di dati utili”.
Nell’ottobre 2018, ad ogni buon in occasione della presentazione della Carta dei Servizi di Oncologia Medica, da parte della Asl di Pescara, sono stati forniti i seguenti dati: nel 2017, ci sono stati in Abruzzo 7.600 nuovi casi di tumore, anche se l’incidenza non è in aumento rispetto agli anni passati; 58 mila le persone che, in tutta la regione, vivono con il cancro.
Tornando al rapporto Airtu, il lavoro è stato fatto su quasi 1,7 milioni di casi e oltre 700mila decessi.
Complessivamente in Italia l’incidenza dei tumori è in calo sia negli uomini che nelle donne. In particolare, calano i tumori del tratto gastro-intestinale ad eccezione del pancreas che aumenta in entrambi i sessi. Calano i tumori del colon-retto, in parte grazie all’azione dello screening, soprattutto dove l’adesione è alta (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lombardia, AltoAdige, Piemonte).
Si conferma in calo il tumore del polmone negli uomini (in tutte le regioni d’Italia con la sola eccezione della Calabria, dove il trend è stazionario), mentre pressoché tutte le regioni mostrano un trend in aumento nelle donne. In lieve aumento il tumore della mammella in quasi tutte le regioni d’Italia, ma cala la mortalità. In forte calo il tumore della prostata, ben evidente in molte regioni italiane con la sola eccezione della Campania.
Aumenta l’incidenza dei tumori della tiroide e del melanoma, ma per entrambe le sedi si registra un calo della mortalità: questo fa ipotizzare un’anticipazione diagnostica e una possibile sovradiagnosi di queste sedi tumorali.





