PESCARA – Lettera dell’invasore pescarese degli stadi di tutto il mondo, Mario Ferri, conosciuto anche con il “Falco”, al quotidiano abruzzese il Centro.

Ferri, detenuto nel carcere di Civitavecchia (Roma), è in cella dal 28 dicembre dopo l’ultima invasione ad Abu Dhabi durante la finale del mondiale per club tra Inter e Mazembe.

Nonostante la detenzione Ferri è combattivo. “Sono giorni che il Falco è in gabbia – scrive – e questo non è un bene, ma non mi sto avvilendo. Tutto ciò mi dà la carica per combattere quando sarò fuori di qui”.

“Ogni notte penso che sono in un inferno – spiega – ma Dio mi aiuta: ho incontrato un parroco, mi ha regalato un rosario che porto con me. Porto gli stessi vestiti da una settimana perché non mi fanno telefonare a nessuno. Ma non mollo”.

Mario Ferri si rammarica “per il diverso peso che ha la giustizia italiana con chi commette reati”.

Il suo compagno di cella, che a Natale ha massacrato di botte moglie e figli, è uscito tre giorni dopo l’arresto, mentre lui è ancora rinchiuso in condizioni poco dignitose, denuncia.