L’AQUILA – “Un capitolo oscuro della nostra storia collettiva, dettata da una politica troppo cinica e troppo poco attenta ai diritti umani elementari di migliaia di concittadini e connazionali.”

Queste le parole del presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, nell’Emiciclo gremito di studenti nel giorno del ricordo, solennità civile pensata per mantenere viva la memoria degli eccidi consumati ai danni della popolazione italiana della Dalmazia e della Venezia Giulia, durante la Seconda Guerra Mondiale – in particolare tra il ’43 e il ’45 – e nell’immediato dopoguerra. Ad opera dei partigiani di Tito. Ricordati come massacro delle foibe, termine con cui si indicano i grandi inghiottitoi tipici della regione carsica  dell’Istria dove i corpi delle vittime furono occultate. “Tragedia come quella dell’olocausto e di tanti altri orrori, non va dimenticata, perchè nessuna giustificazione può avere la violenza, e i morti innocenti non hanno patria, né colori”, è stato ricordato da uno degli studenti che ha preso la parola.

Una giornata in cui però non sono mancate le polemiche da parte dei consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo  e Lorenzo Sospiri, per le vistose assenze nei banchi della giunta e della maggioranza.

A prendere la parola in aula anche Mario Diracca, presidente regionale dell’Associazione Esuli Giuliano Dalmati, secondo il quale “questa giornata è una vittoria morale e politica per noi esuli che serve a restituire dignità a uomini e donne che avevano fino all’ultimo creduto nell’Italia”.

Per il vice presidente del Consiglio regionale Paolo Gatti “il secolo scorso è stato un periodo storico sanguinoso e molti di noi credono che quell’epoca sia definitivamente tramontata, tuttavia questi momenti servono a ricordare alle nuove generazioni che quei tragici eventi si possono ripresentare. Per questo motivo, è indispensabile ricordare, avere memoria ed evitare la negazione di quei tragici eventi”.

Il saluto finale è stato affidato al Prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, secondo il quale “queste iniziative rappresentano un alto valore simbolico, che contribuiscono a diffondere la democrazia nel nostro Paese e le giovani generazioni devono fare tesoro di questi momenti, impegnandosi nello studio e nell’approfondimento culturale affinché crescano come cittadini capaci di onorare il proprio Paese.

Febbo e Sospiri infine hanno condannato le assenze in aula.

“È una vergogna constatare – hanno scritto in una nota – continuano Febbo e Sospiri – la grave assenza di gran parte dell’esecutivo, compreso il vice presidente Giovanni Lolli e dei gruppi consiliari di maggioranza. Infatti erano presenti solo l’assessore Silvio Paolucci e i consiglieri Paolini, Sandro Mariani, Alberto Balducci , Lorenzo  Berardinetti e Maurizio Di Nicola oltre al presidente Di Pangrazio. Un assise dove i banchi vuoti della giunta e della maggioranza  spiegano esplicitamente e plasticamente come questo governo regionale ha poco interesse istituzionale nel rispettare una Giornata istituita per Legge. Mentre solo qualche settimana fa abbiamo visto purtroppo tutt’altro comportamento da parte di questa maggioranza per il Giorno della Memoria, come se fosse un’attestazione a “morti di serie B”.