L’AQUILA – Si inasprisce il clima in seno al quotidiano dell’Abruzzo Il Centro. Il Comitato di redazione ha diramato un’altra dura nota lanciando ancora una bordata al direttore, Piero Anchino, già sfiduciato all’unanimità dalla redazione, e lanciando messaggi agli editori in merito alla necessità di rafforzare l’organico rispetto ai duri carichi di lavoro. Minacciando poi il varo di ulteriori forme di protesta “in aggiunta al pacchetto di cinque giorni di sciopero”.

Di seguito la nota completa.

“Il comitato di redazione del quotidiano il Centro, sulla scorta di quanto deciso e ribadito dall’assemblea dei redattori all’unanimità, fa presente che il direttore Piero Anchino ormai da tempo non rappresenta più la redazione. In nessuna delle sue espressioni. E, quindi, ogni partecipazione a eventi pubblici o dibattiti televisivi va intesa solo a titolo personale.

Probabilmente, nemmeno in rappresentanza degli Editori che in occasione dell’ultimo incontro avvenuto il 15 marzo scorso hanno preso le distanze dalla sua nomina avvenuta nel novembre del 2017 in tutt’altro contesto. Una nomina provvisoria venne detto all’epoca. Ormai sono passati sette anni e non rappresentando né la redazione né gli Editori è ancora seduto sulla poltrona incurante della sfiducia dei colleghi, datata primo febbraio scorso, e insensibile alla politica di ridimensionamento della gestione Balietti che sta avendo l’effetto di restringere il raggio d’azione e i ricavi del giornale. A tal proposito il comitato di redazione torna a ribadire la necessità di rinforzare l’organico redazionale alla luce delle mancate sostituzioni dei colleghi in malattia e dei colleghi a cui è scaduto il contratto a termine.

Si fa presente che a fine mese scadrà un altro contratto a termine e la redazione si appella agli Editori affinché immaginino come progressivamente il giornale sarà impoverito. Tanto per rendere l’idea il settore Cronaca di Pescara si ritroverà da giugno con due persone, perché la terza è in malattia, per fronteggiare le imminenti elezioni comunali, il lavoro quotidiano, l’esigenza di fare i riposi settimanali e le ferie estive.

Il Comitato di redazione, in base alla volontà espressa dai colleghi nel corso delle ultime assemblee, ribadisce la necessità di fissare dei paletti nella produzione giornalistica quotidiana. In ragione del progressivo ridimensionamento dell’organico (Pescara da quattro a tre – senza rinnovo contratto a termine collega Gifuni – di cui uno in malattia; Chieti in tre da aprile; Teramo in tre da anni; L’Aquila in tre da gennaio, di cui uno in prestito dall’ufficio centrale senza alcun ordine di servizio; Sport in due; Ufficio centrale in due, uno ai primi piani, due a Cultura e Spettacoli e uno al web) e tenendo conto dell’esigenza aziendale di garantire un giornale a 40 pagine con quattro edizioni, fermo restando il diritto del redattore al giorno di corta settimanale e alla fruizione delle ferie, da lunedì 3 giugno la redazione si atterrà alla consolidata e storica produzione quotidiana di 3/3,5 pagine, a seconda del gettito pubblicitario, per ogni giornalista. E la produzione di ogni settore sarà direttamente proporzionale alla presenza giornaliera dei redattori. Spetterà ai colleghi dell’ufficio centrale colmare la mancata produzione attraverso le girate. Sin da ora si stigmatizzano gli spostamenti volanti dei colleghi che oggi lavorano da una parte e domani dall’altra. Un conto è aiutare i colleghi, un altro è fare i tappabuchi.

Infine, sin da ora si chiede una revisione del budget dei collaboratori. E’ necessario aumentarlo e rivederlo alla luce dei cambiamenti sopraggiunti. A fine giugno scadono i contratti dei collaboratori e nel frattempo si impone una ridistribuzione diversa, laddove la redazione segnala la necessità.

Il Comitato di redazione rimarca l’ennesimo comportamento anti-sindacale dell’azienda e della direzione che non hanno comunicato, come da contratto, l’iniziativa editoriale in uscita domani e si riserva di studiare ulteriori forme di protesta in aggiunta al pacchetto di sciopero (cinque giorni) affidato dall’assemblea”.