L’AQUILA – “Chi può fare il bene dell’Aquila Calcio con programmi più ambiziosi è il benvenuto, ma solo in quel caso sono pronto a farmi da parte. E non è vero che grazie al ‘giocattolo’ rossoblù si prendono più appalti per la ricostruzione post-sisma. Pensare a una cosa del genere è una follia”.

È un fiume in piena Corrado Chiodi, imprenditore edile e presidente dell’Aquila Calcio, dopo che la Corte d’Appello della Federazione italiana gioco calcio (Figc) ha restituito 7 punti ai rossoblù impegnati nel girone B di Lega Pro, nel processo sportivo “Dirty Soccer” nato dall’inchiesta penale condotta dalla procura della Repubblica di Catanzaro sul calcioscommesse.

La classifica adesso è tornata a sorridere, nonostante la brutta sconfitta di sabato scorso sul campo della Carrarese, un 2-1 che aveva spaventato la squadra di Carlo Perrone impegnata a correre per evitare i play-out.

Ora gli aquilani sono decimi con 27 punti a nove giornate dalla fine, dopo aver rischiato un -31, essersi beccati un -14 e poi essere usciti dall’incubo con un -6 che in fin dei conti è una carezza rispetto a tutto ciò che il processo ha rappresentato in termini di fatica e di quattrini che si rischiava di cacciare (da più di 200 mila euro di ammenda, si è arrivati a 50 mila). 

“Io amo questi colori – afferma Chiodi ad AbruzzoWeb – e mi farò da parte solo ed esclusivamente a chi dimostrerà di poter fare meglio di me. Fino ad allora, sarò qui a lottare insieme agli altri soci. Adesso, però, voglio la reazione dei ragazzi sul campo a cominciare dalla trasferta di Santarcangelo, sull’onda emotiva dei 7 punti in più che ci sono stati restituiti e in attesa di rivedere più gente allo stadio e di mettere piede in quello nuovo, per il quale aspettiamo la fine dei lavori e il collaudo definitivo”. 

“Dobbiamo riprendere a vincere per metterci definitivamente alle spalle la zona a rischio – prosegue – e, con un po’ di fortuna, chissà, si riuscirà pure ad avvicinarci alla zona play-off, ma la cosa importante adesso è restare con i piedi per terra e reagire. Peccato, però, perché sono convinto che senza le penalizzazioni a campionato ampiamente iniziato, questa squadra avrebbe avuto molta più tranquillità nel giocare e i risultati sarebbero stati molto diversi”. 

“Il morale a un certo punto è sceso e i ragazzi sono venuti da noi per chiedere rassicurazioni, perché a un certo punto non si capiva più quale punizione potesse arrivare dalla Procura federale – ammette poi il presidente Chiodi -. Ma la bussola, alla fine della fiera, non l’hanno mai persa, noi in società neppure, e sono sicuro che ora tireranno fuori il cuore per questa ultima parte di campionato”. 

Campionato che, una volta concluso, verrà immediatamente messo alle spalle per impostare la prossima stagione :senza la grande incertezza che ha regnato l’estate scorsa per via di questa inchiesta, che comunque non ha impedito a un’ottima dirigenza di rimboccarsi le maniche e di allestire una squadra più che dignitosa”. 

“Ho un altro anno di esperienza sulle spalle – dice ancora Chiodi – e ogni tanto penso che forse sarebbe stato meglio farmi le ossa in una squadra in Eccellenza per arrivare a questi livelli con le spalle più forti, ma poi mi rendo conto che con i colori rossoblù sono arrivate soddisfazioni enormi. E direi che va benissimo così”. 

Il presidente spiega inoltre che la voglia di restare al timone  c’è, “ma vorrei vedere più gente allo stadio, vorrei che L’Aquila Calcio tornasse a scaldare i cuori di molti e non solo di quelli che stoicamente la seguono tutte le domeniche. Mi spiace che le nostre iniziative per far riavvicinare la gente non abbiano sortito l’effetto sperato, così come mi rammarica sapere che in tanti mi vorrebbero fuori dalla società, adducendo una presunta necessità mia e degli altri soci di non cedere quello che viene chiamato ‘giocattolo’, buono per prendere appalti per la ricostruzione post-sisma. Questa è una follia, oltre ad essere una motivazione falsa, non è che una ditta lavora se ha una squadra di calcio. Tra l’altro, la maggior parte degli appalti che la mia azienda ha preso riguarda il periodo in cui non ero ancora presidente dell’Aquila Calcio“. 

“Sarebbe bello – conclude Chiodi – poter vivere da presidente il passaggio dal ‘Fattori’ al nuovo stadio di Acquasanta, per il quale ho già proposto un business plan al Comune in vista di una possibile gestione”.