PESCARA – “L’idrogeno verde è elemento chiave in questa transizione in quanto ottenuto da fonti rinnovabili ed un’opportunità per l’intero territorio regionale”.

L’appello e l’auspicio è di Legambiente Abruzzo, sullo sviluppo in regione del vettore green, ricavato dall’elettrolisi dell’acqua con imput di energia verde, e su cui si concentra da tempo l’attività dell’Arap, l’Agenzia regionale attività produttive, e dell’assessore regionale all’Ambiente, Nicola Campitelli, con varie iniziative, tra cui l’ingresso dell’agenzia nel board di Dii Desert Energy, network pubblico-privato di dimensioni planetarie sul fronte delle energie rinnovabili, composto da oltre 50 imprese e organizzazioni di 25 Paesi. E con progetti in essere per far decollare la filiera dell’idrogeno verde, a cominciare dai nuclei industriali abruzzesi e delle loro aree inutilizzate che potrebbero ospitare impianti fotovoltaici ed eolici, e siti di produzione di indrogeno, anche grazie alla costituzione del primo Gruppo europeo di interesse economico (Geie)

Dichiara dunque Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo –  “Anche l’Abruzzo apre all’idrogeno verde, cioè all’idrogeno che deriva da energie rinnovabili che è considerato uno dei vettori chiave in questa transizione perché ottenuto da fonti “pulite” di energia come l’eolico, il solare o l’idroelettrico. La misura del PNRR come Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica, che abbraccia i temi dell’Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile, rappresentano per la nostra regione l’opportunità per accelerare verso la decarbonizzazione e favorire lo sviluppo di filiere green sul territorio. Atresì costituiscono elementi di resilienza da parte del tessuto produttivo e pongono le basi per l’innovazione tecnologica che potrà instaurare dinamiche virtuose di sviluppo sostenibile e, al tempo stesso, raccogliere le sfide della transizione ecologica in atto, allontanando gli scenari climalteranti ed inquinanti del passato”.

Negli ultimi mesi, prosegue Di Marco, “il tema energia è stato al centro del dibattito legato non solo ai rincari in bolletta ma anche a posizioni anacronistiche sulle rinnovabili, a partire dall’eolico offshore. Posizioni che rischiano di riportare il nostro territorio indietro negli anni e di non adottare le corrette soluzioni per affrontare l’urgente lotta alla crisi climatica, oltre che dare respiro alle imprese e famiglie. I fermento di questi giorni che sta coinvolgendo un ampio spettro di operatori pubblici e privati, testimonia la forte attenzione al tema e che finalmente si discute nella giusta direzione. L’auspicio è che questa opportunità -sia capace di contribuire positivamente al processo di decarbonizzazione della nostra regione e sia rispondente ai bisogni di imprese e famiglie, in modo da favorire una reale transizione energetica rinnovabile e strutturare un percorso che indirizzi il più possibile l’intero territorio verso una crescita sociale, economica e ambientalmente sostenibile e che guardi con più forza alla Next Generation”.