L’AQUILA – Il tanto agognato posto di lavoro nel ministero della Giustizia, o anche negli uffici che dovranno occuparsi della burocrazia della ricostruzione nelle aree di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpite dal terremoto del 24 agosto.

Questa l’ipotesi perorata dagli idonei del concorsone Ripam del 2013 per la ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009, arrivati alle spalle dei 300 vincitori, ma rimasti in 700 in graduatoria, con la speranza di essere prima o poi chiamati. Una loro delegazione ha incontrato oggi a palazzo Fibbioni a L’Aquila Federica Chiavaroli, sottosegretario alla giustizia del Nuovo centro destra, accompagnata dal consigliere comunale di opposizione Giorgio De Matteis, L’Aquila città aperta. A fare da mediatore, il vicesindaco Nicola Trifuoggi, a cui gli idonei Ripam avevano chiesto di farsi portatore delle loro richieste.

Gli idonei Ripam avevano più volte protestato per essere stati scavalcati nelle successive assunzioni negli uffici speciali della Ricostruzione dell’Aquila (Usra) e dei comuni del cratere (Usrc), dove hanno trovato posto 200 dei 300 vincitori del concorso. 

“Il Ministero della Giustizia – ha spiegato oggi il sottosegretario – si appresta ad assumere 1000 addetti, 800 con un concorso e 200 scorrendo le graduatorie. In questa seconda fascia potranno rientrare anche gli idonei del Ripam. Farò tutto il possibile come sempre per aiutare L’Aquila e i suoi giovani”.

Con il giusto curriculum per lavorare nei tribunali e per occuparsi di giustizia, sono però solo circa 130 su 700 idonei Ripam. Per gli altri invece l’ipotesi sostenuta, sia da Trifuoggi che da De Matteis, è quella di trovare un impiego nella ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 24 agosto.

“Siamo stati selezionati in un concorso molto serio – ha spiegato al sottosegretario l’idonea Ripam Annalina Di Cicco – a cui hanno partecipato 36 mila persone, proprio per occuparci delle attività amministrative della ricostruzione, siamo pronti al’uso, non abbiamo bisogno nemmeno dell’affiancamento”.

Chiavaroli ha così annunciato che incontrerà a breve il commissario straordinario Vasco Errani, per valutare l’ipotesi. 

C’è però ancor prima un ostacolo da superare: l’iscrizione nelle graduatorie non è eterna, durava due anni ed è in dirittura di scadenza. Gli idonei hanno però spiegato gli idonei Ripam alla Chiavaroli che di fatto la graduatoria è stata congelata per due anni, nel 2014 e 2015, a seguito della riforma del Rio che ha trasformato le Province in enti di secondo livello, riducendo drasticamente deleghe e relativo personale. 

Regione, ministeri, comuni e altri enti sono stati dunque obbligati a ricollocare in via prioritaria i dipendenti delle Province senza poter attingere per scorrimento a quella graduatoria. Da qui la richiesta degli idonei di prorogare la sua efficacia di almeno un anno. 

Il sottosegretario ha risposto che “normalmente c’è una resistenza da parte del governo a prorogare le graduatorie, perché questo significa penalizzare ad esempio neolaureati che si affacciano nel mondo del lavoro, e chi chiede nuovi concorsi. In questo caso però ci sono aspetti di eccezionalità, che valuteremo con attenzione”.

ERRANI: ”NON CI SARA’ NUOVO CONCORSONE, VALORIZZEREMO COMPETENZE”

“Non ci sarà un concorsone”. Così il commissario straordinario per il terremoto del Cemtro Italia, Vasco Errani, sulla situazione del personale che dovrà lavorare nella ricostruzione dei luoghi colpiti lo scorso 24 agosto.

“Il decreto ci consente di fare assunzioni a tempo determinato e rispetto a questo valuteremo le competenze di cui possiamo disporre”, ha spiegato ancora, rispondendo così in maniera non definitiva in particolare agli idonei del concorso Ripam, il cosiddetto “concorsone” svolto nel 2010 per la ricostruzione del capoluogo abruzzese, che chiedono di essere assunti nelle strutture della nuova ricostruzione.

Sulle sinergie da intraprendere con i due uffici speciali per la ricostruzione aquilana (Usra) e degli altri territori (Usrc), il commissario ha spiegato che “cercheremo di valorizzare tutte le competenze e le esperienze maturate nel costituire le strutture che dovranno occuparsi della ricostruzione”.