L’AQUILA – “Quando si parla dell’innovazione come motore dell’internazionalizzazione si può ad esempio fare riferimento alle straordinarie opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, che consente di avere un veloce e approfondito accesso ad informazioni sulla natura dei mercati dove esportare, con l’analisi e monitoraggio dei prezzi, dei flussi di investimento, degli asset davvero strategici, dei fondi pubblici disponibili a livello locale e sovranazionale su cui far leva in un determinato Paese nel mondo”.
Anche di questo s è ragionato, su input di Nicola Stampone, abruzzese titolare dello studio Stampone consulting con sede a Bruxelles, partner strategico di Hermes intelligence, società di fornitura di dati e di applicazione di intelligenza artificiale, nel corso del convegno “Internazionalizzazione & Innovazione – Un filo rosso per cogliere le opportunità nei mercati arabi”, organizzato a palazzo Ciccozzi all’Aquila da Spazio Indipendenza, hub per la formazione e l’innovazione, società del gruppo Abivet di Roma, di cui è presidente Maurizio Albano, e di cui è responsabile delle relazioni istituzionali lo stesso Stampone.
Preziosa occasione davanti ad un parterre di imprenditori e addetti ai lavori per fare il punto sulle opportunità che a livello globale si possono aprire anche per le piccole e medie imprese, con interventi di Pietro Paolo Rampino, presidente della Joint italian arab chamber of commerce, esperto di finanza islamica e cooperazione economica con i Paesi Mena, professore alla Luiss per oltre vent’anni, Alessandro Addari, vice presidente di Confindustria Abruzzo medio Adriatico e fondatore di Top solutions team for export, consulente in internazionalizzazione e marketing digitale, Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, Alessandro Pajewski, direttore generale della Fondazione Gran Sasso Tech Italy, realtà impegnata nello sviluppo di tecnologie avanzate e progetti di ricerca. Hanno partecipato ai lavori anche il senatore Guido Quintino Liris, capogruppo Fdi in commissione Bilancio, e il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo interno Ezio Rainaldi.
Cartolina di un futuro prossimo, tra le tante, dall’Arabia Saudita: uno stadio costruito sopra a un grattacielo all’interno di The Line, una città lineare di 170 chilometri compresa tra due pareti a specchio in mezzo al deserto, che potrà ospitare le partite del Mondiale nel 2034.
“Le dinamiche di mercato globale impongono anche alle nostre piccole e medie imprese di fare squadra, di innovare per poter internazionalizzare, e nello stesso tempo internazionalizzare per poter innovare – commenta a tal proposito Stampone -. L’Arabia saudita anche in vista dei mondiali sta mettendo in campo giganteschi investimenti, ma è solo un esempio, i Paesi Mena hanno crescente necessità di grandi infrastrutture, hi tech, di aerospazio, e anche del nostro made in Italy, nei più disparati settori merceologici e che mantiene un fortissimo appeal”.
Focus sull’aereospace affidata ad Alessandro Pajewski.
“Noi facciamo ricerca e sviluppo di tecnologie avanzate, soprattutto in ambito spaziale, sia nell’hardware che nel software, incluso la robotica e l’intelligenza artificiale, imprescindibile per poter competere. L’innovazione è del resto quella che permette di creare dei prodotti che altri non hanno, e quindi di acquisire un vantaggio. Tra i nostri partner ci sono grandi aziende internazionali, e lavorare fianco a fianco, rappresenta un prezioso momento di accrescimento delle reciproche conoscenze. Va detto poi che il settore spazio registra un crescente interesse nei paesi arabi, sono settori di frontiera e di espansione a livello globale e in cui l’Italia fortunatamente può ancora dire qualcosa di importante e innovativo, come pure l’Abruzzo, basti citare Telespazio e Alenia space”.
Per Rampino, che vanta una profonda conoscenza dei Paesi Mena, “bisogna guardare ad altri mercati con maggiore insistenza, bisogna trovare nuovi sbocchi, e sicuramente i mercati arabi rappresentano un importante sbocco per le aziende italiane, mi riferisco agli Emirati Arabi, all’Arabia Saudita, ma anche alla Libia, all’Egitto, che già hanno importati percentuali di export italiano e anche abruzzese. Ricordo che la Siria andrà ricostruita dopo la guerra civile, e lo stesso dicasi della striscia di Gaza”.
“Ma di quali prodotti parliamo?”: a questa domanda risponde Rampino: “c’è un po’ di tutto, c’è il food, c’è l’infrastruttura, c’è l’oil and gas, c’è l’hi-tech, health care, l’agrifood, ma l’importante è creare un’azione congiunta a livello di sistema Paese, in questo caso regionale, evitare le fughe in avanti individuali. Serve un approccio molto più programmatico, sistematico, utilizzando intermediari pubblici e privati”.
Anche perchè ammonisce Rampino: “il mercato arabo non è facile, diverso dal nostro il mercato azionario. Ci sono imprese che hanno utili che sono 3, 4, 5 volte la nostra manovra finanziaria di ogni anno, negli ordini degli svariati miliardi di euro. Non dico che è impossibile ma è molto difficile affrontarli da soli, soprattutto per le nostre piccole e medie aziende, quindi è bene essere parte di un sistema un po’ più grande, evitando i rischi e le insidie che ci stanno dietro gli angoli”.
Focus anche, nel corso dell’incontro, sulla finanza islamica, basata sulle norme della Shari’a, per la quale occorre devolvere parte dei propri guadagni in carità non si possono ottenere interessi sui prestiti e bisogna effettuare investimenti socialmente responsabili o leciti, non rischiosi e non di speculazione. Con il controllo e certificazione affidati allo Sharia Supervisory Board
Per Addari, carta vincente per l’internazionalizzazione “è la flessibilità, il saper sempre più coniugare il genius loci con le nuove tecnologie. Ad esempio oggi rispondere in tempo reale con un chatbot evoluto a clientela che magari si trova dall’altro capo del mondo non solo è possibile, è fondamentale. Oggi fare una ricerca di mercato, individuare dei potenziali clienti in giro per il mondo può essere svolta in modo veloce ed efficace con l’intelligenza artificiale. Poi certo la relazione umana e in presenza rimane fondamentale, però intanto con l’innovazione l’azienda può liberare energie da dedicare ad altre attività”.
Per il presidente di Confindustria Rainaldi, “le persone che hanno caratterizzato il dibattito sono sicuramente degli addetti al lavoro, utile per un territorio che ha una presenza importante nel campo della ricerca e dell’innovazione che può e deve essere maggiormente utilizzata e sfruttata, con un tessuto di piccole e medie imprese.
Ballone ha ricordato che la Camera di commercio Gran Sasso, è “un osservatorio privilegiato, visto che rappresentiamo 80mila imprese con un tessuto imprenditoriale vivace e con crescente attenzione al mercato estero, con i nostri progetti che accompagnano le aziende nell’export, con incontri business to business, ed è l’azienda stessa che ci dice quale è il suo mercato target, anche piccole imprese da 10 dipendenti, con prodotti interessanti ma che hanno, se lasciate da sole, evidenti difficoltà sul fronte dell’internazionalizzazione. Ultima missione a Dubai, con 40 imprese in particolare della pelletteria, che sta avendo un ottimo riscontro in termini di risultati”.
Ha concluso il senatore Liris: “ora più che mai bisogna dare risposte alle nostre imprese, bisogna interpretare le loro richieste, e per interpretarle bisogna conoscerle. Quindi Spazio Indipendenza rappresenta davvero un momento importante di confronto e di crescita culturale. Per quanto riguarda l’azione di governo, la collaborazione con il Piano Mattei, sta aprendo importanti opportunità, come pure le azioni messe in campo nell’ambito dell’energia, della costruzione, dell’agroalimentare, i cui certamente anche le piccole e medie imprese abruzzesi , come le grandi imprese del farmaceutico e dell’automotive possono essere protagoniste”.






