L’AQUILA – A quasi due mesi dalla denuncia di AbruzzoWeb sugli atti di vandalismo nel centro storico dell’Aquila, giungono allarmanti segnalazioni.
Nonostante la partenza degli studenti fuori sede, i locali del centro stanno riscuotendo, quest’estate, un rilevante successo, soprattutto nei giorni dell’ormai noto giovedì universitario. I giovani ma anche le famiglie, tra macerie e impalcature, non rinunciano alle loro serate estive o alla consueta passeggiata, lasciano però spazio, in tarda serata, al peggio della società aquilana.
“Intorno al mese di febbraio, quando il centro storico ha cominciato a ripopolarsi, a discapito dei locali del viale della Croce Rossa, ho notato che la situazione iniziava a diventare sempre più grave”.
Sono le parole di una persona che lavora quotidianamente in uno dei pochi locali che hanno riaperto in centro, nel post-sisma.
“Alle due – spiega – secondo un’ordinanza, i locali dovrebbero chiudere, eppure non tutti lo fanno e nei locali rimasti aperti si riversa la gente che, già ubriaca, ha ancora la possibilità di bere e, di conseguenza, di creare scompiglio dentro e fuori i locali”.
“Il primo obiettivo di molti di questi ragazzi è fare a botte! – afferma – I tentativi di rissa sono molti e, a volte, basta anche uno sguardo ‘sbagliato’ per innescare la miccia”.
Un fenomeno, quello delle risse, che dopo il terremoto del 2009 ha registrato una forte crescita e che è forse la dimostrazione tangibile del disagio sociale di chi riversa in “selvagge scazzottate” chissà quali problemi interiori.
Sta di fatto che “dalle due o dalle tre – prosegue – è sempre meglio non girare in centro da soli…”.
C’è da dire che affermazioni di questo tipo, per una città come la nostra, rinomata per la sua tranquillità, fanno riflettere.
Inoltre, la questione della carenza di forze dell’ordine era già stata affrontata nell’articolo di giugno, quando i vertici delle forze dell’ordine avevano denunciato il fatto che un numero limitato di uomini e mezzi dovessero andare a controllare vaste zone.
Ad oggi, da quanto appreso, non si è trovata una soluzione a questo problema.
“Le forze dell’ordine – sottolinea – girano più che altro tra le 18.30 e le 20.30, massimo le 21, le ore in cui il loro interevento è meno necessario”.
“Di notte, sono invece i buttafuori a svolgere il loro ruolo – rivela – intervenendo spesso anche per strada, compito che non gli spetterebbe, visto che dovrebbero occuparsi solo della sicurezza interna del locale”.
“Le forze dell’ordine, in quelle ore, sono assenti: arrivano sempre dopo essere state chiamate e non si trovano mai sul posto o nelle vicinanze, in modo da poter intervenire tempestivamente nel sedare la rissa”, precisa.
In questo tragico contesto, le persone, non sentendosi protette, finiscono per non guardare più ciò che gli accade intorno.
“La gente – conclude – si comporta come nelle grandi città, con indifferenza e nessuno si interessa più, neanche per fermare un ubriaco che getta bottiglie di vetro in terra, figuriamoci se dovesse presentarsi una situazione più pericolosa”.
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