L’AQUILA – Poco dopo il suo insediamento nella carica di prefetto dell’Aquila, città sconvolta dal terremoto del 6 aprile 2009, Giovanna Iurato “scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani”.
È quanto stigmatizzano i pm di Napoli commentando una telefonata del prefetto intercettata.
Anche alla luce di queste risultanze, il giudice per le indagini preliminari di Napoli Claudia Picciotti ha firmato un’ordinanza di interdizione dai pubblici uffici nei della Iurato.
La diffusione delle intercettazioni ha scatenato un turbine di polemiche. Particolarmente toccati dalle risate e dalle false lacrime, com’era prevedibile, i familiari delle vittime e in particolare dei ragazzi morti proprio alla Casa dello studente: “Dovrebbe essere nei nostri panni così piangerebbe davvero”, il commento di una mamma a cui il sisma ha portato via il figlio.
A questa e altre dichiarazioni sdegnate fanno da contraltare quelle degli avvocati della Iurato, che assicurano che da parte della loro assistita c’è stata “abnegazione verso i cittadini colpiti dal sisma”.
I magistrati napoletani, titolari dell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza nell’ambito della quale Iurato è indagata per turbativa d’asta, fanno riferimento a una telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010.
“Commentando la sua prima giornata ufficiale – scrivono i pm – nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato ‘una città inesistente, che non c’è’), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani”.
“Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore – proseguono i pm – che avrebbero imposto al rappresentante del governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso”.
La vicenda è riportata nella richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.
“Appena metti piede in città, subito con una corona, vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente”.
È il consiglio che Giovanna Iurato, appena nominata prefetto dell’Aquila, ricevette dal padre.
È uno dei passaggi della telefonata intercorsa il 28 maggio 2010 tra Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per la sicurezza.
I pm partenopei esprimono severi giudizi sul tono della telefonata, in cui emergerebbe la falsa commozione del prefetto.
IURATO: Allora senti…sono andata…sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati…
GRATTERI: Sì lo so.
IURATO: …perché è un uomo di mondo, saggio, dice: “…appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente…”.
GRATTERI: Brava
IURATO: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita (fonetico)…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…
GRATTERI: Ti mettesti a piangere…sicuramente!
IURATO: Mi misi a piangere.
GRATTERI: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
IURATO: E allora subito…subito…lì i giornali: “le lacrime del Prefetto”.
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del Prefetto”.
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Poi si sono avvicinati i giornalisti: “perché è venuta qua?”. Perché voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perché voglio essere utile a questo territorio. Punto.
GRATTERI: Eh.
IURATO: L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.
FAMILIARI VITTIME: ”NEI NOSTRI PANNI PIANGEREBBE DAVVERO”
“La Iurato dovrebbe trovarsi nei nostri panni, allora sì che capirebbe cosa vuol dire piangere lacrime vere”.
È il grido disperato di una madre che ha perso il figlio nel crollo della Casa dello studente, Annamaria Cialente, a rompere il silenzio sdegnato tra i familiari delle vittime che assistono al processo dopo aver appreso delle intercettazioni in cui l’ex prefetto dell’Aquila rideva, ammettendo di aver pianto per finta proprio davanti a quel simbolo tragico del sisma del 2009.
Una notizia sconvolgente, impossibile da metabolizzare, che ha lasciato senza parole molti, che ha guastato anche il pranzo a metà udienza, dopo un’ennesima mattinata di attesa, quando sul telegiornale nazionale appare il volto noto dell’ex rappresentante del governo e lo stomaco si chiude.
“Che pensiamo? Che dobbiamo pensare ormai?”, ribatte con una domanda la Cialente ai cronisti che le chiedono un commento a questa notizia grottesca.
“Ci siamo contornati di gente che dovrebbe vergognarsi. Qualcuno si è messo a ridere perché avrebbe trovati i profitti”, sbotta, ricordando l’imprenditore Francesco Piscicelli che pochi minuti dopo la scossa già pregustava il bottino della ricostruzione.
“Gente falsa che non ha mostrato sentimenti veri”, è invece la valutazione riservata con disprezzo all’ex prefetto.
“Mio figlio, Francesco Esposito, è l’ottavo morto della Casa dello studente ed è morto per colpa di chi, oggi, si lava la coscienza”, conclude la donna. (alb.or.)
RABBIA IN PREFETTURA, E SPUNTANO LITI E OFFESE
Amarezza, incredulità e rabbia: questi i sentimenti del personale della prefettura dell’Aquila nel leggere le intercettazioni che hanno visto protagonista colei che ha occupato nei mesi scorsi la poltrona più alta, l’ex prefetto Giovanna Iurato.
Le “false lacrime” denunciate dai procuratori di Napoli e le risate al telefono hanno scoperchiato un rapporto con i dipendenti che negli ultimi due anni non è stato sempre liscio, anzi.
Vengono fuori racconti di episodi con screzi tra la donna e i suoi collaboratori e, in alcuni casi, anche offese pesanti.
Da quanto si è appreso, del caso si erano interessate anche le rappresentanze sindacali del personale, anche se poi la notizia non è trapelata. (b.s.)
“DISPREZZO E PENA PER LEI”
La reazione è di sbigottimento ma anche “di pena e di disprezzo”: i familiari delle vittime della Casa dello studente dell’Aquila sono sotto shock per l’intercettazione in cui l’ex prefetto della città, Giovanna Maria Iurato, dice di aver riso pensando alla sua finta commozione durante la visita, appena nominata prefetto, davanti allo studentato dove morirono otto ragazzi nel sisma del 2009.
“Se questi sono gli uomini dello Stato bisogna trovarne altri. Questi soggetti rappresentano solo fame di potere. Non sono rappresentanti delle istituzioni”, afferma Antonietta Centofanti, rappresentante dei familiari delle vittime.
Le nuove risate sul sisma dell’Aquila, dopo quelle dell’imprenditore Francesco Maria Piscicelli (“Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro al letto”), “sono l’esempio dell’ennesima situazione mediatica che ha scandito questo nostro tempo durissimo – racconta la Centofanti – La più crudele e pazzesca è questa del prefetto Iurato; la più tragica quella messa in atto dalla commissione Grandi rischi su ordine di Guido Bertolaso“.
“Trovo che non ci siano parole per raccontare ciò che sta accadendo in questa città, quanta mancanza di pietà c’è”.
Antonietta Centofanti, aquilana, nel sisma del 2009 ha perso il nipote Davide proprio nel crollo della Casa dello studente. Il suo sentimento, e quello di tanti altri cittadini, è di “grande solitudine” ma c’è anche “disprezzo per questa donna, che forse è anche una madre, e forse anche un po’ di pena perché ci troviamo di fronte a una figura di scarsissimo spessore”, conclude.
LA PEZZOPANE: “FORTE SENSO DI NAUSEA”
“La lettura delle intercettazioni dell’ex prefetto Iurato mi ha colpito a tal punto da provocarmi un forte e doloroso senso di nausea. Ancora una volta, si dimostra che L’Aquila ed il terremoto sono stati, da troppi, trattati come un macabro teatrino, dove fingere dolore e improvvisare lacrime, strumentalizzando bambini e vittime del terremoto”.
Lo dice l’assessore al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane.
“Noi che invece abbiamo pianto davvero – ha aggiunto – in un pianto collettivo di 100 mila persone, proviamo ribrezzo oltre che rabbia, per quello che ci tocca ancora sopportare. Non bastavano gli imprenditori Piscicelli e co. a ridere di noi”.
“Non bastavano Letta e Berlusconi preoccupati, alla vigilia dei funerali di Stato, che Bertolaso li sistemasse in posizione utile da far vedere al mondo la loro sentita commozione. Ci mancava anche una donna, Prefetto, inviata dal governo Berlusconi, a far lacrime finte e a riderci sopra. Un orrore. Un prefetto appena insediato che deride gli aquilani e si gratifica che i giornalisti presenti abbiano titolato le sue lacrime. Insomma è lusingata di aver ingannato i giornalisti e la città intera”.
“E l’interlocutore, altro uomo dello Stato che si diverte insieme a lei sulla nostra tragedia. Un’indecenza. Persone così – conclude Pezzopane – non possono svolgere compiti pubblici. Si inginocchi lì dove ha versato lacrime finte e chieda perdono, se ne ha il coraggio, a quei bambini vittime del terremoto a cui ha dedicato il suo sarcasmo”.
GLI AVVOCATI: ”DA LEI ABNEGAZIONE VERSO I TERREMOTATI”
“Nei due anni di presenza a L’Aquila il prefetto Giovanna Iurato ha dato ampia prova di attenzione, rispetto e grande senso di abnegazione nei confronti dei cittadini così duramente colpiti dalla tragedia del terremoto”.
Lo affermano gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone, legali dell’ex prefetto del capoluogo abruzzese.
I due legali hanno commentato così una telefonata della Iurato nella quale, secondo la procura, il prefetto userebbe un tono ironico parlando del sisma che aveva colpito L’Aquila.
Quanto all’interdizione dai pubblici uffici disposta dal gip di Napoli, gli avvocati esprimono “stupore per l’adozione del provvedimento nonostante i precisi chiarimenti dati al gip durante il lungo interrogatorio cui Iurato si è sottoposta”.
Botti e Borzone si dicono “certi che quanto prima si riuscirà a dimostrare la completa estraneità ai fatti contestati”.
CIALENTE CAMBIA IDEA, ”LA VERITA’ E’ CHE SIAMO SOLI”
“Ci sto malissimo. La verità è una: mi sto accorgendo, a mano a mano che escono retroscena della vicenda aquilana, che abbiamo avuto tanta gente a lavorare con noi ma nessuno è entrato fino in fondo in questo dramma”.
Non solo in quanto sindaco ma come uomo e cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente è attonito per le frasi shock del prefetto Giovanna Iurato.
Il primo cittadino ha abbandonato la linea ‘prudente’ che ha avuto con AbruzzoWeb quando una settimana fa ha commentato la richiesta d’interdizione dai pubblici uffici: “Son convinto che chiarirà, l’ho conosciuta sul lavoro come una persona fin troppo attenta nei lavori che svolge”, aveva detto allora.
Quello che emerge, dichiara Cialente, “è la solitudine di questa comunità”.
“La cosa di quell’intercettazione che più mi colpisce – prosegue Cialente – è l’interlocutore della Iurato (il prefetto Francesco Gratteri, ndr) che questo racconto lo vive come fosse una cosa esterna”.
Il sindaco del capoluogo ricorda bene la commozione di Giovanna Iurato, poi rivelatasi falsa secondo i pm napoletani, perché conobbe il prefetto proprio quel giorno del maggio 2010, quando il prefetto appena nominato, alla presenza del primo cittadino, posò una corona di fiori davanti alla Casa dello studente dell’Aquila in memoria degli otto ragazzi morti nel crollo dell’edificio la notte del sisma.
“La Iurato mi colpì – dichiara Cialente – e l’ho sempre vista molto partecipe. Ma la cosa che molto mi sorprende sono le sottolineature dell’interlocutore: questo fa capire come il dramma aquilano, che stiamo ancora vivendo al 100 per cento, da molti non sia stato compreso”.
IL MINISTRO CANCELLIERI: ”TRISTE, MA NON ESPRIMO GIUDIZI”
“È una cosa molto triste ma non esprimo giudizi, perché le cose vorrei conoscerle nella loro interezza e nel contesto in cui si sono sviluppate”.
Così il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ai cronisti che le hanno chiesto un commento sulle considerazioni del prefetto Giovanna Iurato sulle vittime del terremoto all’Aquila, intercettata mentre parlava al telefono con l’ex capo dello Sco Franco Gratteri.
SIULP, “CON EX PREFETTO SEMPRE PROBLEMI, ORA CHIARISCA”
Se il senso delle frasi intercettate tra la dottoressa Giovanna Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, rispetto i tempi i luoghi e le intenzioni, corrispondesse a quello dato dalla stampa, oltre che ripugnanti rappresenterebbero un profondo disonore ed un fallimento per le istituzioni. È inimmaginabile, per noi, pensare che uomini di Stato possano compiacersi nel raccontare circostanze che riguardano il terremoto dell’Aquila, come fosse un treatrino”.
Lo afferma in un comunicato Fabio Lauri, segretario generale provinciale dell’Aquila del Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia (Siulp).
“Un fallimento per le istituzioni che hanno individuato nella dottoressa Iurato il rappresentante del Governo che avrebbe dovuto servire e aiutare una città martoriata,che lottava e lotta per la sopravvivenza”, scrive Lauri nella nota.
“Il Siulp – prosegue – si è trovato spesso a contestare pubblicamente l’operato dell’allora prefetto Iurato sotto il profilo politico, tecnico ed operativo riguardo alcune posizioni che influivano ed influiscono ancora oggi sulla sicurezza dei cittadini. Non vogliamo credere che il rappresentante del Governo mandato a L’Aquila, per servire e proteggere la cittadinanza, possa avere effettivamente pensato ciò che le parole intercettate lascerebbero intendere”.
“Ci aspettiamo chiarimenti e rettifiche da parte della Iurato rispetto gli articoli apparsi sulla stampa, perché da uomini delle Istituzioni, quali siamo, non potremmo mai accettare che i nostri vertici abbiano gravemente insultato dolore e le lacrime che segnano i visi degli aquilani”, conclude Lauri.
SINDACATO PREFETTI, “DOPO IL CASO IURATO MINISTRO INTERVENGA”
“Sconcerto, amarezza e indignazione” per le intercettazioni dell’ex prefetto dell’Aquila.
Sono queste le prime reazioni tra gli iscritti al Sinpref, associazione sindacale dei funzionari prefettizi, che a seguito delle intercettazioni tra l’allora prefetto dell’Aquila Giovanna Iurato e l’ex capo della Direzione centrale anticrimine Franco Gratteri, chiede al ministro dell’Interno di “intervenire immediatamente”.
“Nella speranza che il quadro possa definirsi al più presto”, “va detto che quanto emerso presenta aspetti estremamente inquietanti, dai quali la categoria, quotidianamente impegnata a difendere i valori della legalità e della solidarietà, intende immediatamente dissociarsi, lanciando un messaggio di profonda diversità”, afferma Sinpref in una nota, chiedendo “trasparenza e fermezza laddove emergano fondati motivi di non osservanza di tali principi.
“Chiediamo al ministro Cancellieri interventi immediati e risoluti, sottolineando comunque che lo stesso ministro è intervenuta di recente per effettuare alcuni apprezzabili cambiamenti nell’ambito del dipartimento della pubblica sicurezza. Senza fare inutili giustizialismi o criminalizzazioni”.



