L’AQUILA – Dalla torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, al pastore transumante, passando per lo scudo corazza con chimera dei popoli italici. E ancora la tradizionale “presentosa”, l’orso marsicano e il lupo, i trabocchi, il giglio della rinascita dell’Aquila, le montagne regine dell’Appennino e suoi castelli, il Montepulciano e gli arrosticini, lo zafferano e il fiore di genziana, i poeti  Ovidio e D’Annunzio, il lago di Scanno a forma di cuore.

Nelle sapienti mani del maestro orafo Giuliano Montaldi, ben 31 sono i simboli dell’Abruzzo, del suo territorio, della sua storia, del suo immaginario, diventati altrettanti ciondoli, anelli, orecchini e bracciali, di rara fattura e bellezza.

L’ultima creazione, in argento, della linea “I love Abruzzo”, è dedicata al pastore maremmano abruzzese, presentata giovedì sera nella sala consiliare del Comune di Barisciano, in provincia dell’Aquila, alla presenza del primo cittadino Fabrizio D’Alessandro, del sottosegretario Luigi D’Eramo, del vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e la consigliera comunale dell’Aquila, Stefania Pezzopane.

“Una serata molto intensa, una delle più belle da quando ho avviato la fortunata serie di ‘I love Abruzzo’. Ho trovato un’accoglienza davvero calorosa – racconta Montaldi nell’intervista ad Abruzzoweb -. Ed è stato importante presentare un gioiello dedicato al pastore maremmano abruzzese, simbolo di una terra forte e gentile, proprio a Barisciano, in una territorio che ha una presenza di aziende zootecniche a vocazione ovina, tra le più importanti d’Abruzzo”.

Giuliano Montaldi classe 1961, è nato a Civitella Roveto, si è diplomato presso l’Istituto d’Arte Applicata di Avezzano e ha lavorato per quattro anni a Roma presso la bottega orafa del maestro Riccardo D’Innocenzo.

Nel 1984 ha aperto il suo laboratorio ad Avezzano. Ha partecipato a prestigiosi eventi e mostre internazionali a Toronto in Canada, a Singapore, a Bruxelles, a New York e a Tokyo. e ha vinto numerosi premi.

Sua peculiarità, la riscoperta e reinterpretazione della grande tradizione orafa abruzzese, che risale al XIII secolo, ispirandosi anche a quanto ebbe a scrivere Gabriele D’Annunzio nel Trionfo della Morte a proposito del “metallo prezioso, acquistato con le fatiche assidue di più generazioni, custodito per anni ed anni nel forziere profondo, rimesso in luce ad ogni nuovo giorno di sponsali…”

“All’inizio. come inevitabile  – prosegue Montaldi -, la serie ‘I love Abruzzo’ è nata con una motivazione commerciale, ma con il tempo ha assunto sempre di più un valore culturale, intimo, di appartenenza, quasi una missione, visto che nel nostro piccolo stavamo contribuendo alla conoscenza e alla consapevolezza di quelli che sono i tesori storici, ambientali e culturali del nostro Abruzzo”.

Del resto, tutti i gioielli, che possono essere visionati nell’apposita sezione del sito www.montaldigioielli.it, vengono venduti assieme ad una brochure che spiega nel dettaglio il significato del simbolo prescelto. Ed è un’attività promozionale molto apprezzata dal cliente finale ma anche dai negozianti che espongono le creazioni di Montaldi.

“Come ovvio che sia – aggiunge l’orafo -, i clienti più affezionati sono abruzzesi, ma molti sono anche ‘abruzzesi transumanti’ che vivono in altre parti d’Italia e all’estero. Molte richieste arrivano dalle comunità degli abruzzesi all’estero in Europa Sud America Stati Uniti e Canada, e per loro le nostre creazioni rappresentano un legame con la terra di origine, e anche questo ci riempie di orgoglio”.

 L’INTERVISTA