L’AQUILA – In questo momento di grande difficoltà e incertezza, in un clima di tensione dovuto all’emergenza Coronavirus in tutt’Italia, proseguono senza sosta gli appelli da parte delle istituzioni, dei politici di ogni colore e a ogni livello e delle forze dell’ordine. 

L’appello è sempre lo stesso: “Restate a casa, limitate gli spostamenti a situazioni necessarie e inderogabili”.

Nonostante le ultime disposizioni del Governo, dal quale potrebbe arrivare un’ulteriore stretta, stando alle voci che si rincorrono da questa mattina, molti cittadini sono stati denunciati per aver violato gli obblighi del decreto. 

Tra i “furbetti” c’è chi, come riportato dalle maggiori agenzie di stampa italiane, è uscito a comprare la play station al figlio, chiaramente prima che chiudessero tutte le attività non di prima necessità, chi è andato in spiaggia con gli amici a prendere il sole.

Diverse denunce anche in Abruzzo: Alla redazione di AbruzzoWeb sono arrivate decine di segnalazioni da cittadini “infuriati”, perché “c’è moltissima gente che ancora va in giro la per la città. Per questo, servono più controlli; è un momento decisivo per limitare i danni dovuti ai contagi da Covid-19”.

Un quadro che non corrisponderebbe alla realtà secondo il dirigente della Polizia municipale del capoluogo abruzzese, Tiziano Amorosi, che spiega: “Le norme nella prima settimana di questa emergenza non sono state comprese pienamente dai cittadini e ci sono state alcune criticità legate a dubbi su aperture o chiusure delle attività, oltre che sui divieti in merito a passeggiate o attività sportive all’aperto”, sottolinea.

Dubbi che con l’ultimo decreto del Governo Conte “si sono dissipati”: “Abbiamo eseguito oltre 600 controlli in 7 giorni, abbiamo anche il turno notturno e ci sono pattuglie della Polizia Municipale che sono dedicate esclusivamente a questo che eseguono anche rilievi fotografici – aggiunge Amorosi – Noi non abbiamo una percezione negativa, gli aquilani stanno rispondendo in modo corretto ora”.

Ovviamente, come confermato dallo stesso dirigente, alcuni cittadini sono stati sanzionati per non aver rispettato le norme, “ma si parla di poche persone, rispetto al numero dei controlli effettuati quotidianamente”.

E se in rete spopolano le immagini di cittadini che, pur di uscire, portano a spasso un cane di peluche, anche all’Aquila si sono registrati casi particolari, anche se non così eclatanti, come per esempio una signora che usciva ogni giorno con la stessa bustina della farmacia in modo da poter rispondere “sono appena andata a comprare le medicine” alla richiesta di spiegazioni da parte delle forze dell’ordine.

Anche nei giorni scorsi all’Aquila si sono registrati diversi casi singolari, come denunciato dal segretario provinciale dell’Fsp (Federazione Sindacale di Polizia) Fabio Marinelli, e dal vice segretario Santino Li Calzi: “le denunce per la violazione all’art 650 c.p. sono già una trentina. Le scuse? ‘Sono uscito per andare a mangiare il Kebab’ , ‘Sto andando a trovare i nipotini’ o peggio ‘Sono andato lavare la macchina’ ma la più inaccettabile delle risposte è quella dell’aquilano che ha dichiarato di essere andato a Roma ‘per Hobby’”. (a.c.p.)