L’AQUILA – Silvio Berlusconi all’Aquila il 6 aprile 2011 (anche) per sfuggire alla prima udienza del “processo Ruby”, dov’è imputato per concussione e prostituzione minorile, invocando un legittimo impedimento nella giornata per la commemorazione delle vittime del terremoto a due anni esatti dalla tragedia?
È quanto si chiede oggi Il Fatto quotidiano, mettendo su carta quello che un po’ tutti, a torto o a ragione, hanno malignamente pensato nel capoluogo quando è stata resa nota la data dell’appuntamento in tribunale del premier, coincidente con quella del sisma delle 3.32.
Se verrà approvato anche dalla Camera il decreto milleproroghe (oggi passato in Senato), la ricorrenza sarà istituita in via ufficiale.
E, secondo quanto riporta il giornale diretto da Antonio Padellaro, il ministro per la Giustizia, Angelino Alfano, avrebbe annunciato che all’appuntamento aquilano “il capo del governo non potrà mai mancare”.
Una dovuta forma di rispetto a 308 vittime? Una furbata per sfuggire ai giudici? Entrambe le cose? Al momento non è dato di saperlo. Quello che si sa è che comunque vada finirà in polemica e i cattivi pensieri si sono già scatenati. (alb.or.)
DI PIETRO: ”IL 6 APRILE BERLUSCONI ANDRA’ ALL’AQUILA”
L’AQUILA – “Il 6 aprile è anche il giorno, purtroppo, del tragico terremoto in Abruzzo. Ecco, il 6 aprile Berlusconi andrà certamente a fare un discorso all’Aquila, pur di non andare dai giudici…”.
Lo insinua il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, intervenendo a Repubblica Tv.
Il deputato sottolinea che in “qualsiasi Paese normale il premier avrebbe comunicato la propria disponibilità ai pm, non per il giorno dopo (in questo caso il 7 aprile, ndr), ma per il giorno prima, il 5”.



