L’AQUILA – “Abbiamo ricostruito una città intera e tutte le scuole distrutte”: parola di Silvio Berlusconi (nella foto), nella traduzione di un’intervista al quotidiano francese Le Figaro riportata in Italia dal Fatto quotidiano. E nel capoluogo si scatenano le proteste, in particolare su Internet.

Per quanto il premier parlasse inevitabilmente di alloggi del progetto C.a.s.e. e di Musp, le abitazioni e le scuole prefabbricate, detta così la dichiarazione fa sembrare che sia già stata completata la ricostruzione dei palazzi e delle scuole danneggiati dal sisma.

Un’immagine errata di come vanno le cose, che tanto più, a sentire le parole del presidente del Consiglio, sono indotti a farsi il giornalista e il pubblico francesi, così lontani da una realtà che in pochi conoscono per quello che è davvero, perfino in Italia, perfino nel resto d’Abruzzo.

Questo spezzone di intervista ha avuto una risonanza clamorosa ed è già scoppiata la polemica, alimentata dai canali del web. Sulla rete sociale di facebook si sono scatenati gli strali, così come nei blog e siti nati dopo il terremoto.

Su www.6aprile.it è partita la campagna “Scriviamo a Le Figaro!”, in cui si propone un messaggio già tradotto in francese da spedire alla pagina dei contatti del giornale transalpino che non la manda a dire: “Le affermazioni di Berlusconi sull’Aquila sono completamente false. […] Nulla, da oltre un anno, è stato ricostruito”. (alb.or.)

LE DICHIARAZIONI INTEGRALI DI BERLUSCONI

“Poi c’è stata l’emergenza creata dal terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. In tempo record abbiamo aiutato 65 mila vittime e la ricostruzione di un’intera città per coloro che hanno perso le loro case”.

“Abbiamo anche ricostruito tutte le scuole distrutte assicurandoci che, alla fine del 2009, tutti gli scolari e gli studenti potessero riprendere i loro corsi”.

“Di fronte a una tragedia di questa portata, nessun altro governo al mondo ha raggiunto un tale risultato”.