L’AQUILA – Si è conclusa ieri la tre giorni dell’Hackmeeting, che quest’anno ha scelto come location l’Asilo Occupato dell’Aquila.
Iniziato venerdì 29 giugno, l’evento ha portato in città ragazzi provenienti da tutta Italia per parlare delle tecnologie utilizzate quotidianamente, i loro cambiamenti e gli stravolgimenti che influenzano le vite di tutti, sia reali sia virtuali.
Lo slogan principale dell’Hackmeeting è “non ci sono organizzatori né fruitori, ci sono solo partecipanti”, e proprio in virtù di questo l’affluenza è stata notevolIssima, tra coloro che hanno contribuito a diffondere le loro conoscenze e chi è andato a imparare.
“Saranno arrivate più di 300 persone – spiega Sara Occhiuzzi, partecipante all’evento e attivista dell’Asilo Occupato – in molti sono rimasti anche a campeggiare al giardino dell’Asilo, altri invece sono venuti per un giorno e sono andati via”.
“La domanda che ci si è posti – spiega Sara in merito all’organizzazione della tre giorni – è quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento, per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti”.
“Alcuni ragazzi hanno illustrato una nuova iniziativa denominata Aquileaks, una piattaforma simile a Wikileaks il cui scopo è di svelare i segreti della non ricostruzione aquilana – racconta Sara – c’è stato poi un seminario sulla contra-sessualità, un incontro volto al superamento delle performativitá normative del sesso e la produzione di forme di piacere/sapere alternative. Si sono tenuti anche workshop prettamente pratici, come quello sul lockpicking, che insegna come aprire facilmente serrature scoprendone le vulnerabilità meccaniche”.
“Hanno parlato poi di Tor, un protocollo che permette di navigare sul web in forma anonima, e genderify.me – prosegue – un sito che permette di scegliere la propria identità sessuale sui social network più diffusi (Facebook e Twitter) uscendo dallo standard maschio/femmina”.
Lungo i corridoi dell’Asilo sono state allestite per l’evento tre mostre fotografiche, “bi+nomi” (un percorso di fotografie analogiche il cui intento era decostruire l’ottica mediatica di “L’Aquila-Terremoto”, sempre proposta con immagini shock), una dedicata alla lotta del movimento No Tav in Val Susa e una terza su immagini legate alla tecnologia.
La domenica, invece, tutti i ragazzi dell’hackmeeting, saliti in macchina, sono partiti alla volta Pescomaggiore (L’Aquila) per visitare Eva, l’eco Villaggio Autocostruito da volontari per gli abitanti di Pescomaggiore.
“Alcuni degli hacker – conclude Sara – avevano sentito parlare del progetto del villaggio autocostruito e quindi hanno voluto vedere di persona di cosa si trattasse. Probabilmente a settembre partirà una collaborazione, volta fra le varie cose a rendere fruibili online i materiali (progetti, informazioni, ecc…) relativi alla costruzione di Eva, così chiunque tramite il sito potrà accedere facilmente a questo informazioni e magari decidere di creare da qualche altra parte un nuovo villaggio in paglia”. Sara Ciambotti



