L’AQUILA – L’Università dell’Aquila si allea con l’ateneo D’Annunzio di Chieti-Pescara, mettendo all’angolo l’Università di Teramo.

E’ lo scenario che si è delineato al termine della riunione della Conferenza dei rettori abruzzesi (Crua), che ha bocciato la fusione tra la d’Annunzio e l’Unidav, l’università telematica  di Torrevecchia Teatina (Chieti): il parere della Crua è obbligatorio ma non vincolante, perchè l’ultima parola sull’ipotesi di fusione spetterà all’Agenzia nazionale di valutazione dell’università e della ricerca che si pronuncerà nei prossimi mesi.

Il parere negativo è arrivato con due no e due sì, mentre il presidente della Regione, Gianni Chiodi, membro di diritto si è astenuto.

Il voto favorevole è arrivato da Carmine Di Ilio, delegato dell’università D’Annunzio, e Maria Grazia Cifone, preside di Medicina dell’Aquila, mentre i ‘no’ sono arrivati dal rettore dell’ateneo di Teramo Rita Tranquilli Leali (presidente  Crua) e il rappresentante degli studenti.

Un voto negativo scaturito dai timori dell’Università teramana di eventuali ripercussioni negative che potrebbero esserci per la facoltà di Giurisprudenza con una fusione degli atenei di Chieti e Torrevecchia teatina, dove è presente un’altra facoltà di Giurisprudenza.

La proposta di funsione risale a circa un anno fa con l’accordo tra l’ex rettore, Franco Cuccurullo, dell’UdA (Chieti) e quello dell’UnidAv (Torrevecchia Teatina), Fabio Capani.

In questo contesto l’università federiciana del capoluogo ha fatto la sua scelta di campo, schierandosi con quella teatina.