L’AQUILA – Un “patto per L’Aquila” con il governatore uscente e ora ufficialmente ricandidato, Gianni Chiodi, “che riporti il presidente della Regione al ruolo di guida e supporto dell’amministrazione cittadina, in forte difficoltà sia per il reperimento dei fondi per la ricostruzione, sia per il loro impiego in una realtà completamente mutata a livello urbanistico, economico e sociale”.
A chiederlo in una nota è l’assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris, in una nota di esultanza per la “re-investitura” attesa da tempo ma piombata da Roma come un fulmine a ciel sereno direttamente con una nota di Silvio Berlusconi.
Liris si è schierato con i ‘chiodiani’ nella guerra per il dominio del rinato partito che vede il presidente della Regione in lizza con il deputato Fabrizio Di Stefano, che guida una pattuglia di ex Alleanza nazionale che si fronteggiano con i forzisti della prima ora.
Nella situazione particolarmente frammentata dell’Aquila, Chiodi con la senatrice Paola Pelino ha ‘benedetto’ l’inaugurazione della sede del circolo provinciale Fi messa in piedi da Liris, mentre dall’altra parte c’è il gruppo dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante che porta avanti la battaglia rivendicando il ruolo di ‘coordinatori in prorogatio’ di alcuni suoi esponenti.
“Le polemiche, le beghe all’interno dei partiti e tra i partiti, le rendite di posizione, appartengono a un vecchio mondo che ora non c’è più”, ripete in tal senso Liris, ma la situazione resta più ingarbugliata che mai.
Esprimo la mia soddisfazione per la re-investitura di Gianni Chiodi a candidato presidente della Regione Abruzzo.
La conferma del presidente Chiodi quale riferimento istituzionale apicale della nostra Regione, ben sette mesi prima delle consultazioni elettorali, è un segno importante rivolto al territorio, ed è un riconoscimento inequivocabile dei meriti e dei risultati politico-amministrativi maturati sul campo.
Le scelte difficili e coraggiose fatte dal Governo Chiodi in termini di razionalizzazione della spesa pubblica, in primis sulla sanità, hanno trasformato la nostra Regione da canaglia in virtuosa, ha consentito all’Abruzzo di assurgere agli onori delle cronache nazionali quale modello virtuoso da seguire.
Ora è indispensabile un nuovo patto per L’Aquila, sia in termini di ricostruzione sia per la riconquista della centralità politica e amministrativa che spetta a un capoluogo di Regione.
È necessario subito un nuovo patto per L’Aquila, che crei continuità tra le scelte regionali e le rispettive ricadute locali, che riporti il presidente della Regione al ruolo di guida e supporto dell’amministrazione cittadina, in forte difficoltà sia per il reperimento dei fondi per la ricostruzione, sia per il loro impiego in una realtà completamente mutata a livello urbanistico, economico e sociale.
È indispensabile un nuovo patto per L’Aquila per aiutare i sindaci del “cratere” a sentirsi meno soli e a non vanificare gli sforzi quotidiani di un “cratere” che non vuole e non deve morire.
La gravità della attuale situazione richiede un cambio di passo: le polemiche, le beghe all’interno dei partiti e tra i partiti, le rendite di posizione, appartengono a un vecchio mondo che ora non c’è più.
In questi anni, nel rapporto tra il presidente Chiodi e il territorio aquilano possono esserci stati errori o equivoci: non ne sono certo, ma potrebbero anche essere dipesi da incomprensioni, errori di interlocuzione, strategie comunicative poco efficaci.
Chiodi a L’Aquila per un nuovo Patto per L’Aquila.





