GUARDIAGRELE – Guardiagrele (Chieti) deve dire addio al suo cinema. Il Garden, unica monosala cinematografica del centro guardiese, non ce la fa più, nonostante i diversi tentativi intrapresi per non farlo chiudere.
L’amministrazione comunale ha tentato, ad esempio, la strada di cedere a soggetti terzi un ramo d’azienda dell’attività cinematografica che, però, non è andato in porto.
E così, senza altre soluzioni in vista, il cinema Garden sembra ormai pronto a chiudere definitivamente i battenti, visto che il Comune ha rescisso il contratto e chiuso la partita. Una chiusura che non ha mancato di suscitare polemiche anche a livello politico, con l’opposizione che ha accusato la maggioranza di non aver fatto abbastanza.
Secondo il consigliere d’opposizione Gianna Di Crescenzo (Guardiagrele il bene in Comune), un modo per reperire gli 8.500 euro, che avrebbero tamponato i problemi economici, ci poteva e ci doveva essere.
“Sappiamo anche – dice la Di Crescenzo – che c’è stata una ragionevole proposta da parte dell’ex-gestore, ovviamente bocciata dall’amministrazione e dall’alter ego di Tremonti, il vicesindaco Dell’Arciprete”.
Secondo l’agguerrita consigliera comunale la questione è semplice: “Non c’è stata la volontà di salvarlo. E non è questione di bilancio. Abbiamo già denunciato gli 83.000 euro destinati alla pineta di Largo Garibaldi, i contributi a fondo perduto dati ad associazioni amiche, l’isola ecologica da 40.000 euro, l’asfalto e la segnaletica stradale fatti a iosa tranne dove davvero servono, gli incarichi professionali, i bagni pubblici superflui, l’affitto di bagni chimici, costosi dirigenti, rimborsi spesa… Ma per il cinema no, non ci sono fondi!”
La Di Crescenzo conclude lanciando una proposta: “Il Garden è di Guardiagrele, perché dunque non finanziarlo con i proventi delle salate e frequentissime multe che gli automobilisti, soprattutto guardiesi, vedono pioversi quotidianamente addosso?”
“Magari, così facendo, – auspica infine la consigliera – tornerebbe anche qualcuno nel nostro Comune e forse questi coraggiosi darebbero persino un’occhiata a negozi e vetrine, ridando un po’ di vita al deserto a cui ci hanno ridotto due anni e mezzo di amministrazione Salvi”.





