GUARDIAGRELE – Il gruppo consigliare “Guardiagrele il bene in comune” lancia una nuova offensiva contro il Commissario per la sanità e diffida anche il presidente del Consiglio dei ministri e il presidente del consiglio Regionale.

Ieri i consiglieri del gruppo hanno notificato al Commissario un nuovo ricorso al Tar con il quale si chiede l’ annullamento anche dei due decreti licenziati da Chiodi con i quali, sul presupposto della disattivazione degli ospedali, dava le direttive alle Asl per la redazione dei nuovi atti e stabiliva il taglio del numero delle Unita’ operativa.

“Questi ultimi due decreti – dice la capogruppo, Gianna Di Crescenzo – potrebbero avere, se attuati, il devastante effetto di stravolgere l’organizzazione aziendale che continuava a salvare il presidio di Guardiagrele. Allo stesso tempo, i consiglieri hanno diffidato il Presidente del Consiglio Regionale dal portare in discussione atti che modifichino l’assetto programmatorio del 2008, che ha superato positivamente il vaglio del Tar Abruzzo, e il Commissario dal modificare l’assetto che, grazie a quelle sentenze, torna ad essere pienamente vigente.

“Già dal dicembre scorso – prosegue la Di Crescenzo – i provvedimenti di Chiodi erano giuridicamente inesistenti perchè sospesi solo che la Asl ha continuato, mediante trasferimenti di personale e attrezzature, a colpire l’ospedale di Guardiagrele. Ora è giunto il momento che tutto torni come prima, cioè come deve essere in base al Piano del 2008”.

Le iniziative del gruppo proseguono con una diffida anche al Consiglio dei Ministri dall’ adottare atti che, attribuendo nuove prerogative ai commissari per la sanita’, vengano a ledere i poteri della regione.

“Il pericolo è a portata di mano – conclude Di Crescenzo – se si considera che il 24 maggio a Roma, in occasione della discussione del caso Abruzzo, è stato proposto che si proceda, anche con la decretazione d’urgenza, per risolvere il problema e, quindi, per consentire ai commissari di agire indisturbatamente”.