PAVIA – “Rivolgo, gentile direttore, un saluto a lei, alla redazione, ai lettori della Provincia Pavese, un quotidiano di grande tradizione, che fin dalla sua fondazione, nel 1870, si definiva “libera voce” del territorio. Da quell’anno – con la parentesi ventennale del fascismo, che ne decretò la chiusura – ha narrato e accompagnato, per un secolo e mezzo, la storia e le vicende di questa terra, caratterizzata da operosità e solidarietà, che ha fatto della cultura, della scienza, dell’istruzione uno dei suoi principali ambiti di impegno”.

Sono queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nei giorni scorsi ha fatto visita alla redazione della Provincia di pavese, da maggio entrato a far parte del network  del Gruppo Sae dell’imprenditore aquilano 60enne Alberto Leonardis, che in pochi anni ha scalato il gotha dell’editoria italiana con l’acquisizione di Paese Sera, il Tirreno, la Nuova Sardegna, le Gazzette di Reggio, Modena e Ferrara. E appunto La Provincia Pavese, con direttore responsabile Giacomo Bedeschi, alla guida di un giornale fondato nel  giugno 1879 da Contardo Montini, mazziniano e proviene dagli ambienti dei volontari garibaldini, passato negli anni ottanta al Gruppo Editoriale L’Espresso, poi a Gedi, infine a primavera scorsa alla Sae.

Mattarella ha ricevuto il numero speciale della Provincia Pavese che celebra la sua visita a Pavia con una sovracopertina firmata dall’artista pavese Marco Lodola, icona della nuova corrente pop art italiana: l’opera raffigura, su sfondo rosso, un ritratto del Capo dello Stato incorniciato dallo skyline di Pavia.

A consegnare il quotidiano nelle mani di Mattarella sono stati Bedeschi e Antonio Di Rosa, direttore editoriale del Gruppo Sae.

“È stato un onore poter dedicare questo numero alla visita del presidente Mattarella in città – ha commentato Bedeschi – abbiamo deciso di celebrare questo momento insieme ai nostri lettori, con una prima pagina davvero speciale. Nel suo saluto al giornale, Mattarella ha sottolineato come la scienza possa essere la spinta giusta per far ripartire il nostro Paese”.

A seguire Mattarella ha infatti visitato il Cnao, il Centro nazionale di adroterapia oncologica che usa la tecnologia per curare tumori rari e di difficile trattamento, per poi concludere il suo soggiorno in città al castello Visconteo, dove ha visitato la mostra sugli arazzi della Battaglia di Pavia.

Mattarella ha definito il Centro Nazionale di adroterapia oncologica, “una realtà unica in Italia, nata dal comune lavoro tra medici, ingegneri, fisici, tecnici, che fa avanzare la frontiera della lotta contro i tumori, donando sollievo e speranza e incidendo positivamente sulla qualità della vita di tanti pazienti e dei loro familiari, provenienti da ogni parte d’Italia. Il Cnao, reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni nazionali e istituzioni i locali, rappresenta per l’Italia un’eccellenza medica e scientifica che unisce conoscenza e competenza con solidarietà e umanità”.

“L’esperienza di Pavia invita – in tempi difficili segnati da odio, rancore e conflitti – ad avere fiducia nel progresso dell’umanità, a ricercare la cooperazione internazionale e la pace, condizione indispensabile per garantire progressi nel campo della ricerca e delle cure nell’autentico interesse della vita delle persone”, ha concluso il presidente.