ROMA – “Sia ben chiaro: non propongo il green pass come condizione per prendere un caffè al bar o andare a mangiare una pizza con gli amici, ma nel caso in cui la situazione epidemiologica peggiori possiamo pensare a questo strumento come alternativa ad eventuali future chiusure”.

Lo ha spiegato all’Agi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “L’Italia è stata la prima ad adottare il green pass per consentire ai cittadini di spostarsi da una regione all’altra, poi è arrivato quello europeo che ci consente di spostarci da un paese all’altro. Non abbiamo e non dobbiamo adottare alcun ‘modello francese’, perché già abbiamo il nostro”, aggiunge.

“Quello che invece dobbiamo fare – continua – è cambiare i parametri sulla base dei quali si stabilisce il colore delle regioni perché la circolazione del virus oggi è diversa rispetto a quella del passato. Il virus ora è prevalente nelle fasce di popolazione più giovani e, quindi, nonostante salgano i contagi non abbiamo un aumento dei ricoveri”.

Secondo il sottosegretario Sileri, l’eventuale estensione del green pass dovrebbe essere considerata solo nel caso la situazione peggiorasse e si dovrebbe procedere per gradi. “In tal caso il green pass può diventare uno strumento che ci consente di evitare il ripristino di misure più severe di contenimento del contagio. In questo modo – conclude – se una persona è stata vaccinata, è guarita o è negativa al tampone non dovrà adeguarsi a misure più stringenti”.