TERAMO – A seguito della violenta grandinata che 48 ore fa ha sferzato il Teramano, Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha attivato una ricognizione straordinaria per quantificare i danni subiti dal tessuto industriale e produttivo.
Attraverso un questionario online, l’associazione sta raccogliendo le segnalazioni sulle perdite a tetti, impianti, vetrate, pannelli fotovoltaici e parco auto, oltre ai costi derivanti dalle interruzioni della produzione.
Le prime stime delineano un impatto economico variegato: si va da perdite di poche migliaia di euro fino a picchi che superano i 500 mila euro per singola realtà, con una media compresa tra i 20 mila e i 100 mila euro.
Pesante il conto dei veicoli aziendali e dei dipendenti distrutti nei piazzali, con casi di singole ditte che contano fino a 50 mezzi danneggiati.
Le imprese chiedono a gran voce contributi a fondo perduto, lo stato di calamità e agevolazioni per le riparazioni.
“Ci siamo attivati subito per rappresentare con forza le esigenze delle aziende colpite e proporre misure adeguate”, sottolinea il direttore generale Luigi Di Giosaffatte.
Il vicedirettore Luciano De Remigis invita inoltre le imprese “a partecipare sia alla rilevazione interna di Confindustria sia agli avvisi pubblicati dai Comuni colpiti, fondamentali per l’iter istituzionale della calamità naturale”.






