L’AQUILA – “Condannati per non essere dei maghi”.

Questo il titolo sparato dal sito web del quotidiano Il Giornale sulla condanna a sei anni in primo grado per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose di tutti i membri della commissione Grandi rischi, nel processo figlio della tragedia del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

“Ricordate – si legge nel titolone del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – il terremoto che rase al suolo L’Aquila nel 2009? Secondo la giustizia italiana poteva essere previsto. Il giudice, infatti, ha condannato a sei anni tutti i membri della Commissione Grandi rischi”.

Il pezzo, firmato da Raffaello Binelli, ha provocato moltissime reazioni sulla rete, anche perché contrasta con la reale costruzione dell’accusa che non parlava di prevedibilità delle scosse.

Tra i tanti commenti all’articolo, si trovano opinioni diametralmente opposte. C’è chi si schiera apertamente con i condannati, sputando fuoco sul giudice Marco Billi, chi invece concorda pienamente con quanto emerso dalla sentenza, mentre per qualcuno non era il caso di affidare alla Grandi Rischi un compito dagli esiti imprevedibili. (r.s.)