L’AQUILA, 4 GIUGNO – “Prima di attaccare il lavoro dei Magistrati della Procura della Repubblica dell’Aquila i capi della Protezione civile dovrebbero farsi un esame di coscienza e ricostruire tutte le specificità del caso-L’Aquila”. Lo dichiara Carlo Costantini, capogruppo dell’Italia dei valori alla Regione, che parla di “attacchi vergognosi” alla Procura.
“È scorretto e fuorviante – dice – rispondere oggi con affermazioni scientifiche, ma di tipo generico (i terremoti non sono prevedibili) a contestazioni riferite a una situazione particolarissima, che i cittadini ricordano perfettamente e che la Procura avrà di sicuro ricostruito nei minimi particolari”.
“Potrei citare – aggiunge Costantini – Giuliani o le dichiarazioni di Boschi al sindaco dell’Aquila, ma posso anche limitarmi a semplici valutazioni legate al buon senso. Tra un’evacuazione e il nulla o addirittura messaggi rassicuranti potevano esistere delle vie di mezzo, per esempio un segnale di allerta, per consentire ad alcune istituzioni di valutare l’opportunità di una sospensione temporanea delle proprie attività”.
“O, ancora – continua – tra un’evacuazione e il nulla o addirittura messaggi rassicuranti, poteva esserci una valutazione degli edifici più a rischio (peraltro in parte già censiti da uno studio di Abruzzo Engineering) e un segnale specifico di allerta, circoscritto a chi in questi edifici lavorava o viveva. Qualcosa, rispetto al nulla o addirittura a segnali rassicuranti, poteva essere fatto, anche se i terremoti non sono prevedibili; diversamente, la Commissione Grandi Rischi avrebbe potuto tranquillamente restarsene a casa”.
“Ora – prosegue Costantini – se questo porterà al riconoscimento di responsabilità penali, lo valuteranno i giudici, nei processi, con le parti e con i loro difensori e non certo i capi della Protezione civile e i loro sponsor”.
“I cittadini – conclude il capogruppo Idv – hanno diritto a conoscere la verità; la stessa verità che, qualsiasi risulterà l’esito dell’inchiesta, il lavoro della Procura della Repubblica dell’Aquila sta cercando di far venire alla luce. Nell’interesse di tutti, anche e soprattutto di chi oggi si sente ingiustamente accusato e grida, invece, allo scandalo”.



