L’AQUILA – Gli strascichi polemici sulla sentenza Grandi Rischi continuano.
A intervenire questa volta è Antonietta Centofanti, del Comitato vittime familiari Casa dello Studente, che nella notte del sisma del 6 aprile 2009 perse proprio in quella casa suo nipote Davide, uno degli 8 studenti rimasti uccisi sotto le macerie.
In Cassazione, lo scorso novembre, era stato confermato il giudizio d’appello, con l’assoluzione definitiva per 6 dei 7 membri della Commissione Grandi Rischi: Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della Commissione, Enzo Boschi, che rivestiva la carica di presidente dell’Istituto di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del Progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di Fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’Ufficio Rischio sismico di Protezione civile.
La condanna a due anni, arrivò per Bernardo De Bernardinis, vice dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.
Centofanti, in una nota, tuona contro “l’interpretazione” di due senatori Pd, Stefano Vaccari e Massimo Caleo, dopo che nei giorni scorsi, la Cgil aveva espresso dubbi sulla legittimità del ruolo che proprio De Bernardinis continua a ricoprire, dopo la condanna definitiva in Cassazione, come presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).
“Leggo oggi con disappunto, sui media – le parole di Centofanti – l’ennesima esternazione sulla tragica vicenda relativa alla Commissione Grandi Rischi. Questa volta a rompere un doveroso e opportuno silenzio sono due senatori del Pd: Stefano Vaccari e Massimo Caleo, impegnati in una strenua difesa di De Bernardinis, vice di Bertolaso in quel tragico aprile 2009. Ancora una volta si mente, sostenendo che la condanna inflitta a De Bernardinis va ascritta alla mancata prevenzione del sisma. Dimenticano, questi signori, le sconvolgenti intercettazioni che ci consegnano un Bertolaso arrogante che “ordina” che si proceda ad una operazione mediatica (‘Ti chiamerà De Bernardinis, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione lì all’Aquila su questa vicenda di questo sciame sismico in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni, eccetera’, dice l’allora capo della Protezione civile all’assessore alla Protezione civile Daniela Stati. ‘Dì ai tuoi che quando devono fare dei comunicati che parlassero con il mio ufficio stampa’. ‘Io non vengo – dice poi Bertolaso – ma vengono i luminari del terremoto in Italia’ .E aggiunge: ‘È più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male’)”.
“Dimenticano – prosegue – questi signori, il vergognoso balletto del verbale redatto dalla Commissione Grandi Rischi (verbale uno e trino) a strage avvenuta, mentre una intera comunità scavava tra le macerie per recuperare i propri morti. Dimenticano, questi signori, che la sentenza di primo grado parla di rassicurazioni disastrose e non di mancata prevenzione del sisma, come le varie lobby e pezzi della comunità scientifica internazionale hanno sostenuto e continuano a sostenere, consapevoli di mentire oppure non adeguatamente documentatisi”.
“Dimenticano, questi signori, che la sentenza della Cassazione attraverso la condanna di De Bernardinis indica precise responsabilità della Protezione civile”, si legge ancora nella nota.
“Chiediamo a questi signori almeno di tacere, visto che sono incapaci di rispetto. E di preoccuparsi di proteggere la vita di chi rischia di morire per frane, alluvioni, mancanza di sicurezza sui posti di lavoro, crolli ecc. ecc. , piuttosto che delle poltrone (presidenza Ispra) e poltroncine di De Bernardinis e affini”, conclude Centofanti.





