L’AQUILA – “Giovedì 19 novembre tutti a Roma a fianco dei parenti delle vittime”.
Lo annuncia il Comitato 3e32 dell’Aquila in occasione, giovedì prossimo, 19 novembre, a Roma, presso la Corte di Cassazione, dell’ultimo grado di giudizio del processo alla commissione Grandi rischi, l’organo scientifico della presidenza del Consiglio condannato in primo grado e assolto in Appello per aver rassicurato gli aquilani nella riunione a 5 giorni dal terremoto del 6 aprile 2009.
“Noi del Comitato 3e32 ci saremo, a fianco dei familiari delle vittime, per difendere la nostra dignità e quella di un intero territorio che è stato preso in giro e strumentalizzato prima e dopo il terremoto del 2009 – scrivono – Ci saremo soprattutto per combattere l’ennesima falsa narrazione, costruita ad arte per nascondere le gravi responsabilità della Protezione civile e del governo, quella del ‘processo alla scienza’”.
“Secondo noi il 31 marzo 2009 è accaduto esattamente il contrario: la scienza si è colpevolmente asservita al volere della politica e della Protezione civile che, attraverso il suo capo Bertolaso, aveva chiaramente dato mandato per l’organizzazione di una ‘operazione mediatica […] atta a tranquillizzare la gente’, come chiunque può ascoltare nelle intercettazioni”, scrive il comitato.
E secondo gli esponenti “infatti gli scienziati accettarono di riunirsi significativamente, quanto inusualmente, all’Aquila, non confutando la teoria dello scarico di energia e anzi ribadendo, come si può leggere nel verbale della riunione, che ‘questa sequenza sismica non preannuncia niente’ (Barberi), e ‘escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi’ (Boschi)”.
“Reputiamo la sentenza di Appello una vergogna e una presa in giro per le vittime e i loro familiari, in quanto assolve totalmente e indistintamente tutta la parte scientifica, arrivando a negare addirittura che quella fosse la riunione della commissione Grandi rischi – prosegue il 3e32 – Il fatto che, invece, l’allora vice capo Bernardo De Bernardinis sia stato condannato non dovrebbe lasciar dubbi per una condanna all’allora capo della Protezione civile Bertolaso nel procedimento denominato Grandi Rischi bis, che si inaugurerà a L’Aquila il 20 novembre”.
“Non siamo giustizialisti, ma non possiamo tollerare che si cerchi ancora una volta di riscrivere la storia del terremoto aquilano, negando le gravi responsabilità della commissione Grandi rischi e della Protezione civile nei confronti di una popolazione che ha vissuto e continua a vivere sulla propria pelle il peso della scellerata gestione del pre e post-sisma – si legge ancora – Noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo le bugie, le false rassicurazioni, la strumentalizzazione, la propaganda, gli sciacalli che ridevano alle ore 3.32, le cricche che hanno lucrato sulla ricostruzione e che continuano a farlo”.
“Non dimentichiamo chi doveva vigilare e invece si è reso complice. E soprattutto non dimentichiamo chi ha provato in tutti i modi a reprimere e oscurare le proteste e l’autorganizzazione della nostra comunità”, concludono.





