L’AQUILA – Una proroga fino a 6 mesi delle nuove indagini su Guido Bertolaso, ex capo dipartimento della Protezione civile, indagato per omicidio colposo e lesioni nell’ambito dell’inchiesta “Grandi rischi 2”, che segue al filone principale che ha portato alla condanna per omicidio a 6 anni di carcere di 7 esperti per aver rassicurato gli aquilani alla vigilia del terremoto del 6 aprile 2009.

A richiederla al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella è stato l’avvocato generale Romolo Como, che sta curando i nuovi accertamenti per conto della procura generale, dal momento che il procuratore generale Giuseppe Falcone ha avocato a sé l’indagine accogliendo un’istanza delle parti lese dopo due richieste di archiviazione da parte della procura della Repubblica rappresentata dal pm Fabio Picuti.

Il 20 marzo era prevista la scadenza delle nuove indagini ma, come anticipato da questo giornale, si è concretizzata la richiesta di slittamento che era nell’aria

“È una questione complessa che richiede tempo sia per la valutazione sia per la necessità di eventuali ulteriori atti – afferma Como ad AbruzzoWeb – Non possiamo chiudere qui l’indagine, abbiamo necessità di proseguire”.

In particolare, negli uffici della procura generale si attende che vengano trascritti i nuovi interrogatori svolti dal magistrato inquirente, prima di programmare possibili nuovi colloqui.

Nelle scorse settimane, negli uffici giudiziari vicino alla stazione ferroviaria erano sfilati l’ex capo dell Protezione civile e predecessore di Bertolaso, Giuseppe Zamberletti, l’ex vice sindaco dell’Aquila in più mandati e assessore comunale al ramo Roberto Riga e due giornalisti del quotidiano Il Centro, il responsabile della redazione aquilana Giustino Parisse e il cronista Vittorio Perfetto.

Ora la palla passa a Gargarella che potrebbe impiegare qualche tempo prima di decidere. Il giudice dovrà infatti notificare la richiesta a tutte le parti e aspettare eventuali osservazioni. La proroga ordinaria sarebbe di 6 mesi ma se la concedesse potrebbe essere anche minore.

Se riterrà di dover discutere alcune di queste indicazioni delle difese o delle parti civili, il gip potrebbe convocare un’udienza, altrimenti deciderà de plano.

L’INCHIESTA BIS

L’inchiesta ‘satellite’ intende chiarire se i componenti Cgr rilasciarono le dichiarazioni rassicuranti che li hanno portati alla condanna perché indotti a farlo proprio dal capo dipartimento.

Dopo l’archiviazione già avvenuta per l’ex assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati, Bertolaso è rimasto l’unico indagato di questo filone, con i capi di imputazione di omicidio colposo e lesioni colpose, gli stessi dei 7 già condannati.

Stati e Bertolaso erano stati tirati in ballo dopo la pubblicazione sui media di una telefonata intercettata nell’ambito dell’inchiesta sul G8 della procura della Repubblica di Perugia.

Il 25 gennaio 2012 il pm Picuti aveva acquisito la telefonata come prova nel processo principale e Bertolaso, già chiamato come testimone dell’accusa, era diventato un indagato in procedimento connesso. Nella registrazione audio si sente l’ex sottosegretario affermare all’assessore di voler convocare la riunione per un’operazione mediatica con cui tranquillizzare la gente.

Bertolaso, infatti, dice che la riunione “non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma perché vogliamo tranquillizzare la gente” e, in un passaggio successivo, parlando degli esperti, rincara: “Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi tanto a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito?”.

Interrogato su queste frasi in aula all’Aquila il 15 febbraio 2012, Bertolaso ha chiarito che “intendevo un’operazione da fare attraverso i media per informare la popolazione su quello che stava accadendo, non era intesa in senso negativo o dispregiativo”, mentre la rassicurazione la voleva “non sul fatto che non ci sarebbero state mai scosse, ma sul fatto che i terremoti non si possono prevedere, c’è uno sciame, lo stiamo seguendo, c’è uno stato d’attenzione e più di questo non si può fare”.

Dichiarazioni che, assieme agli accertamenti, hanno indotto Picuti a chiedere l’archiviazione. Ma il gip Giuseppe Romano Gargarella gli ha intimato nuove indagini.

Nell’ordinanza, il gip ha sottolineato appunto che le frasi di Bertolaso suonano estremamente simili al verbale della riunione divenuto elemento cardine del processo, inoltre ha evidenziato che “la telefonata suddetta coincide parzialmente nel suo contenuto con le dichiarazioni rilasciate dai membri della commissione dopo la riunione”.

Di qui la richiesta a Picuti di scoprire eventuali pressioni, contatti preliminari e pressioni. Rinforzata dall’uscita, pochi giorni prima dell’udienza chiave, di nuove intercettazioni tra Bertolaso e il suo predecessore Franco Barberi, presidente della Cgr, che affermava: “Tutto bene, abbiamo rassicurato”.

Quelle nuove intercettazioni non sono entrate nell’inchiesta e, in definitiva, per il pm Bertolaso non ha influenzato l’esito infausto di quella riunione.

Per questo motivo, Picuti ha inoltrato una seconda richiesta di archiviazione alla quale si sono opposte le parti lese, contestandola e chiedendo l’intervento della procura generale. Accogliendo il ricorso, con una decisione infrequente in ambito giudiziario il procuratore generale, Giuseppe Falcone, ha avocato a sé il fascicolo, affidando i nuovi approfondimenti all’avvocato generale Romolo Como.

I condannati in primo grado a 6 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni personali colpose sono Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (l’unico che è stato sempre presente in aula in tutte le udienze), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.