L’AQUILA – Le carte del Consorzio Federico II, in particolare la posizione del costruttore aquilano Ettore Barattelli, che insieme alle altre due imprese aquilane e la Btp del presidente dimissionario, Riccardo Fusi, costituiscono il consorzio, sono al centro dell’attenzione della Procura distrettuale abruzzese antimafia sui grandi appalti per il terremoto e per il G8 dell’Aquila
Le inchieste sono condotte in collaborazione con quattro magistrati della Procura nazionale antimafia, assegnati all’Aquila dopo il sisma per la prevenzione alle eventuali infiltrazioni mafiose nella ricostruzione.
In particolare, la Procura distrettuale abruzzese sta confrontando le dichiarazioni rese spontaneamente nei giorni scorsi dal 42 enne imprenditore aquilano alla presenza del suo avvocato, Attilio Cecchini, davanti al procuratore distrettuale abruzzese, Alfredo Rossini, con i riscontri delle indagini per decidere poi se iscrivere o meno Barattelli, presidente del Federico II, nel registro degli indagati.
Creato dopo il terremoto, il consorzio è costituito dalla impresa della famiglia Barattelli, dalle altre due aziende aquilane Vittorini Emidio e Marinelli-Equizi, e dalla Btp del presidente dimissionario Riccardo Fusi, coinvolto nell’inchiesta di Firenze, poi passata per competenza a quella di Perugia, sui grandi eventi e gli appalti del G8 alla Maddalena, che ha portato tra gli altri in carcere il presidente del consiglio superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, l’imprenditore Diego Anemone, e al coinvolgimento, come indagato, del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso.
Il consorzio Federico II si è aggiudicato appalti pubblici e privati nell’ambito del terremoto. Da quanto emerso, l’inchiesta della procura distrettuale antimafia abruzzese, in collaborazione con la procura nazionale antimafia, ha coinvolto uno dei coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, indagato con l’ipotesi di reato di corruzione.
L’indagine aquilana sui grandi appalti del terremoto e del G8 dell’Aquila ha preso avvio in particolare per contrastare le eventuali infiltrazioni mafiose: per questo c’è la collaborazione con la procura nazionale antimafia, in rappresentanza della quale, nel capoluogo abruzzese, opera settimanalmente il sostituto Olga Capasso.
L’inchiesta ha avuto un nuovo impulso dopo il trasferimento del fascicolo dalla procura di Firenze, poi passata a Perugia, sui grandi eventi e il G8 della Maddalena, in particolare per le intercettazione dalle quali emergono i particolari sulla fase che ha portato alla costituzione del Consorzio Federico II nelle quali compaiono il direttore della cassa di risparmio della provincia dell’Aquila (Carispaq), Rinaldo Tordera, e lo stesso Verdini che segnala il suo amico Fusi.
Barattelli, che è anche vice presidente dell’Ance della provincia dell’Aquila, è consigliere di amministrazione della Carispaq e membro dell’assemblea dei soci della fondazione Carispaq. Da fonti della procura distrettuale abruzzese si sottolinea che si sta cercando di scovare infiltrazioni mafiose negli appalti e riscontri su come il Federico II sia entrato negli appalti aquilani.



