L’AQUILA – Il Grand Hotel dell’Aquila, storico albergo del capoluogo dal 1938 chiuso a causa dei danni riportati con il terremoto del 2009, darà in beneficenza la mobilia delle 36 camere, che dovranno essere liberate prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Il proprietario, Pio Troiani, lancia un appello dalle pagine AbruzzoWeb a tutti gli enti e associazioni che si occupano di sostegno a chi è in difficoltà “per donare letti, comodini e armadi a chi ne avesse bisogno”.

“Ho pensato a padre Quirino Salomone che gestisce la mensa di Celestino V – afferma – Ma anche a tutte le onlus che si prendono cura dei più bisognosi. Una volta rimesso a posto l’albergo, compreremo mobili nuovi: sarebbe un peccato dover buttare quelli che abbiamo. Sono in ottimo stato, solo un po’ impolverati”.

A 5 anni dal sisma e dopo “numerosi stop da parte della filiera al progetto iniziale”, Troiani e i suoi 4 soci sono ora in attesa della presentazione di quello definitivo e dell’erogazione del contributo per poter iniziare i lavori entro pochi mesi: 4 milioni di euro la spesa totale per la ristrutturazione dell’immobile, che al momento ha l’agibilità parziale solo per il bar e il ristorante.

Troiani è uno degli imprenditori che ha scelto di non abbandonare L’Aquila dopo il sisma, nonostante il rilancio delle attività del centro storico, almeno per ora, sembra “una chimera” per l’imprenditore che sottolinea le difficoltà affrontate dal 2012 ad oggi.

“C’è pochissima gente in centro e, spesso, non riusciamo nemmeno a sostenere le spese mensili. E nel week ned non  va tanto meglio – spiega – Adesso si lavora un po’ di più grazie agli operai che si fermano a fare colazione e ai dipendenti degli uffici da poco riaperti come quelli dell’Inps e della Banca d’Italia, ma fatichiamo davvero tanto ad arrivare a fine mese”.

L’imprenditore, che nel frattempo ha dato in gestione il ristorante, ha al momento 5 dipendenti che lavorano nel suo bar, mentre è stato costretto a mettere in cassa integrazione la gran parte delle 19 persone impiegate nell’hotel, in attesa della riapertura.

“Speriamo di poter avviare prima possibile il cantiere e di poter concludere i lavori nel tempo massimo di 18 mesi per riportare alla vita uno degli alberghi storici della città – conclude  – Lo chiameremo non più Grand Hotel, ma Grande Albergo”.