L’AQUILA – “Sullo sviluppo del Gran Sasso la ‘non decisione’ partorita nel documento a firma dell’assessore Pietro Di Stefano, del presidente della Commissione Territorio Enrico Perilli e da tutti i consiglieri del centrosinistra aquilano è un classico esempio di politica diretta a fini personali, nessuna attenzione né al territorio né agli interessi degli aquilani”.

Così il presidente dell’associazione Motociclisti aquilani, Massimiliano Mari Fiamma.

“È del tutto evidente che si cerca di nascondere sotto frasi quali ‘distretto turistico’ o ‘restauro e recupero dei manufatti esistenti’ la reale incapacità di questi amministratori ad assumersi responsabilità, anche impopolari, al solo fine di creare sviluppo e occupazione per un comprensorio che boccheggia”.

“Come può intendersi sviluppo – aggiunge – il mantenimento di un impianto sciistico che, seppur ammodernato, è da sempre considerato inadeguato per piste attrezzate, che giovamento porterà la chiusura della strada che passa per la Piana, mèta tra le più note per i mototuristi provenienti da tutta Europa e, infine, come si può fare sviluppo senza ridisegnare, se non i confini dello stipendificio denominato Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, almeno i Sic che impediranno qualsiasi opera al loro interno (anche una semplice ristrutturazione di abitazione principale)”.

“In questi mesi si è fatto ricorso ad ogni mezzo illecito e menzognero per accreditare una tesi che parla di ‘cementificazione’ di un’area, quella degli impianti, già edificata e che occupa circa 4,5 km2 sugli oltre 130 del massiccio e di ipotetici rilievi di inquinamento da scarichi di moto senza dire che per equiparare lo scarico di una vecchia jeep, l’auto preferita dai montanari integralisti, ci vogliono circa 60 mezzi a due ruote!”.

“La verità – continua Mari Fiamma – è che ci sono soldi, molti, stanziati grazie al 4% della delibera Cipe derivante dalla legge 77/2009, che fanno gola a tutti ma che, come nelle migliori tradizioni locali, non devono ricadere su iniziative che salvaguardino gli interessi di tutti, ma solo di pochi… generalmente chi urla di più”.

“In questo caso il signor Enrico Perilli, noto alle cronache per dubbi sulle regolarità edilizie di un manufatto a Colle di Roio e per il suo appoggio agli autori dell’occupazione di edifici comunali come Casematte e l’asilo di Viale Duca degli Abruzzi, che in base a ciò è stato insignito del titolo di presidente proprio della Commissione Territorio, sbraita da tempo sulla applicazione delle regole che evidentemente considera tali solo quando riguardano gli altri”.

“Il suo ruolo da integralista ambientalista è comunque il più comprensibile in questa vicenda, dato che risponde ad un elettorato che su queste ipocrisie ha creato una vasta letteratura, meno intuibile invece la posizione presa dall’intero Pd e dai suoi soci in Consiglio Comunale che però, a ben guardare, solo con questa ‘sottomissione’ all’ormai estinta Rifondazione comunista sono riusciti a ricompattare una maggioranza senza né guida né direzione”.

“Dal canto nostro – conclude Mari Fiamma – non possiamo che condannare questo documento, che abbiamo già sottoposto all’attenzione della Federazione Motociclistica Italiana, sul quale si aprirà un confronto con il presidente D’Alfonso e con quelli che individuiamo come ‘forze buone’ in questa vicenda, con particolare riferimento agli operatori economici ed ai mortificati promotori del referendum, per giungere ad iniziative comuni volte a smantellare questa rete di interessi di parte”.

JUCHICH (PRC), ”MARI FIAMMA DIFFAMATORIO, PRONTI ALLE VIE LEGALI”

“In relazione alla nota diffusa dal Presidente dell’associazione Motociclisti Aquilani Massimiliano Mari Fiamma non possiamo non sottolinearne il carattere fortemente diffamatorio nei confronti del nostro consigliere capogruppo Enrico Perilli”, la risposta a Mari Fiamma firmata da Goffredo Juchich, segretario comunale aquilano di Rifondazione comunista.

“Se sul versante delle idee di sviluppo della nostra montagna – scrive Juchich – siamo aperti al confronto con chiunque abbia opinioni anche distanti dalla nostre e volendo tralasciare le considerazioni lesive dell’immagine del nostro partito, non possiamo accettare riferimenti inerenti a vicende, inesistenti sotto ogni punto di vista, riguardanti fatti privati del nostro consigliere”.

“Sosterremo ogni iniziativa, anche di carattere legale, che il capogruppo del Prc intenderà intraprendere per tutelare la sua onorabilità”, conclude l’esponente di Rifondazione comunista.